Scuffet a Radiolina: "Parata su Puscas? Ho provato a chiudere lo specchio. Con il Frosinone siamo stati bravi a crederci "

Scuffet a Radiolina: "Parata su Puscas? Ho provato a chiudere lo specchio. Con il Frosinone siamo stati bravi a crederci "TUTTOmercatoWEB.com
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giovedì 9 novembre 2023, 19:00Primo piano
di Maria Laura Scifo

Simone Scuffet è stato ospite quest'oggi della trasmissione "Il Cagliari in diretta". Queste alcune delle sue dichiarazioni: "Su Puscas? Una parata in cui ho provato a chiudere lo specchio più che potevo. Sono situazioni difficili in cui a volte va bene, a volte va male. Stavolta è andata bene. Il mio obiettivo era provare a farsi trovare pronti in caso di un'occasione. Cerco di sfruttarla al massimo ma sto raccogliendo quello per cui ero venuto: mettere in difficoltà il mister e creare le mie chances. Il portiere è un ruolo diverso rispetto agli altri, ma l'importante è lavorare in settimana ed essere pronti.

Cosa è successo dopo l'Udinese? Tante cose. Tutto fa esperienza e ti lascia qualcosa. Ho avuto anni in cui ho giocato meno, soprattutto a Udine. Poi ho cercato di girare e ho fatto esperienza che potesse tornarmi utile. Tutto il passato è esperienza e le esperienze sono solo positive. Bisogna essere bravi a trasformare tutto in qualcosa di positivo per il futuro. Si cerca di creare delle nuove esperienze e cose nuove, la cosa più importante è guardare al futuro. L'importante è riprendersi dai momenti no. A volte si mettono tante cose di mezzo e tutto fa esperienza e va preso nel modo giusto. Bisogna sempre prendere tutto con positività.

Barella? Giocava in quel Como. Giocatore di grandissimo talento. Ho parlato con Vicario prima di venire, me ne ha parlato benissimo e non si possono trovare difetti in questa città. Sono un suo fan (di Vicario) è sempre stato un grandissimo talento. Ha continuato a dimostrare di avere grandi rendimenti e penso che ora in Italia ci siano tanti ottimi portieri. La differenza è sottile, la gestione della Nazionale è complicata ed è diversa.

Voglio rientrare nel giro della Nazionale? Quando fai il calciatore è un sogno per tutti, però è una cosa che viene solo con il tempo e con il lavoro. L'obiettivo principale è quello di migliorarsi e crescere.

Friuli terra di portieri? Abbiamo avuto la fortuna di allenarci tutti insieme fin da giovani (Vicario, Meret, Provedel). C'era stimolo, cercare di tenere il livello più in alto possibile.

Momento del Cagliari? Non è cambiato molto dal punto di vista del lavoro. Anche in altri casi avevamo fatto buone partite e i risultati ci avevano penalizzato. Ci sono molti aspetti su cui migliorare, ma siamo sulla strada giusta.

Della Sardegna conoscevo poco prima di venirci. Il posto che mi è piaciuto di più finora è Porto Pino. E' quello in cui sono stato più spesso.

Quando è toccato a me scendere in campo? Quando il gruppo è fatto da professionisti seri, non c'è bisogno di dire nulla. Sappiamo tutti come è il calcio e che sono cose che succedono. Siamo ragazzi intelligenti e seri che fanno il proprio lavoro. Io ho cercato di farmi trovare pronto ed è lo stesso che ha in testa Boris così come Simone.

Per un portiere il risultato è la parata. Farla, ti dà più fiducia nel lavoro che stai facendo. Ci sono state delle situazioni in cui gli attaccanti se hanno mezza occasione mettono la palla nell'angolino. Bisogna continuare a lavorare.

Tutte le squadre si possono battere, chiaro che la Juventus è una squadra fortissima. Noi stiamo lavorando da gruppo e i risultati ci stanno dando una fiducia in più che ci deve permettere di lavorare bene ma non essere presuntuosi. Per il momento siamo fuori dalla zona rossa, ma siamo ad inizio campionato.

Con il Frosinone? Avevamo deciso che la partita non era finita. Siamo stati bravi a crederci e la fortuna o bravura ci ha aiutato ad arrivare al risultato finale. E' una cosa in cui il mister crede molto. Ha un'esperienza immensa e quello che dice lui tendenzialmente succede. Quando dice che le partite non finiscono finché l'arbitro non fischia è per questo motivo qui.

Siamo tutti molto felici per Viola, ultimamente ci sta dando anche una grossa mano in campo. E' un ragazzo che dà sempre l'esempio, anche quando gioca di meno si allena sempre alla grande. E' un gruppo in cui i senatori sono i primi a dare l'esempio e poi anche i ragazzi più giovani si sentono attirati.

Il mister sta dando messaggi a tutti che tutti possono diventare importanti, e tutti lo stanno diventando. Chi entra, grazie alla convinzione che si ha di poter essere determinanti, poi lo diventa davvero.

Cragno? Tra Cragno e Consigli o Cragno e Di Gregorio, sono tutti portieri di grandissima qualità e talento. Meriterebbero tutti una chance di giocare. Alla fine chi ha più fortuna o bravura gioca. E' un attimo passare dalla nazionale a non giocare o il contrario. Quando sono tornato ho pensato ora non la mollo più? Se non c'è quel pensiero si fa fatica ad andare lontano.