Vittorio Sanna: "Palestra? Fossi l'Atalanta lo lascerei un altro anno a Cagliari"
Tramite un video postato sul proprio canale YouTube, il giornalista Vittorio Sanna ha fatto il punto della situazione in casa Cagliari, con i rossoblù reduci dal successo di ieri pomeriggio contro l'Atalanta. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "La tesi di laurea di Fabio Pisacane. Il 3-2 contro l'Atalanta è stato la dimostrazione che lui è padrone della squadra che sta guidando. Ha smontato la squadra, l'ha rimontata e l'ha portata ad essere una cosa diversa rispetto a quella vista in altre partite. Come l'ha smontata? Togliendo colui che ha valorizzato Marco Palestra e facendo in modo, insomma, che venissero fuori le tattiche previste e scontate che dall'altra parte si davano appunto come probabili. Cioè, Palladino ha preparato gli antidoti per il Cagliari con Palestra e, senza Palestra, prima di riuscire a rimettere a posto l'Atalanta ci ha impiegato almeno mezz'ora. Una scelta coraggiosa, perché se non ti va bene il mondo ti viene addosso. Così come è stata una scelta coraggiosa quella di schierare Mendy titolare, con tutte le voci che vogliono Kılıçsoy ad ogni costo in campo e non si capisce per quale ragione, perché comunque sia l'allenatore dovrebbe essere sempre quello che vede la situazione dei diversi calciatori e capisce quali sono anche le loro condizioni. Una tesi di laurea, abbiamo detto, perché comunque sia il tecnico ci ha messo tantissimo del suo, ha rischiato in prima persona, è stato coraggioso, ha avuto la personalità e quindi quale tesi migliore se non quella di dire: smonto la squadra, la ricostruisco e riesco a vincere contro l'Atalanta. L'Atalanta che non ha giocato assolutamente sottotono, perché ha messo dentro tutte le sue forze nel tentativo di ribellarsi all'eliminazione della Coppa Italia, nel tentativo di recuperare il risultato. Era riuscita ad approfittare degli errori del Cagliari nel corso del primo tempo. Parlo di errori difensivi, perché il Cagliari ne ha fatti tanti anche in fase offensiva, ma è questo il percorso, è sempre stato questo il percorso. E in conferenza stampa la tesi è stata discussa perfettamente, quando il tecnico ha parlato dell'incoerenza molte volte nel giudizio, nel giudizio immediato, il giudizio e la colpa che sono sempre nella voce di chiunque e che non sono compatibili con un processo di crescita dove qualcuno, soprattutto i più giovani, devono sbagliare per migliorare. E a proposito di sbagliare, se io fossi l'Atalanta, Marco Palestra non lo brucerei. Perché parlo di questo? Perché uno dei torti del calcio italiano è che appena un giocatore mostra di avere delle qualità, lo si butta subito nella massima competizione, dimostrando di non essere pronto. In passato è capitato a Cagliari che ci fossero squadre lungimiranti che preferivano prendersi il calciatore, ma tenerlo a Cagliari. Tenerlo a Cagliari anche con un premio per la squadra, per la società che valorizzava il proprio calciatore. Fossi al posto dell'Atalanta, prima di vendere Palestra lo terrei un altro anno a Cagliari, magari riconoscendo al Cagliari anche quello che può essere il plusvalore che poi si costruisce, perché il ragazzo, l'abbiamo visto in qualche azione anche nella partita di ieri, non è ancora pronto del tutto. Non può sbagliare certe occasioni come ha fatto, allungandosi quel pallone che poteva essere depositato in gol. Questo per dire che il Cagliari ha continuato il suo percorso, lo ha continuato e a +8 è quasi salvo, ma non è finita perché questa deve essere la mentalità".
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