Caprile: "Questo Cagliari genera felicità. Belli i sogni dei tifosi, uniti con Pisacane per una favola. Nazionale? Il nuovo ct ha fatto altre scelte"

Caprile: "Questo Cagliari genera felicità. Belli i sogni dei tifosi, uniti con Pisacane per una favola. Nazionale? Il nuovo ct ha fatto altre scelte"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 08:45Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Caprile racconta il momento magico del Cagliari, il rapporto con Pisacane e Bielsa, il lavoro mentale del portiere e le sue speranze per il futuro rossoblù.

Non sono soltanto le parate a spiegare il rendimento di Elia Caprile. Dietro l'eccellente avvio di stagione del portiere del Cagliari c'è anche un lavoro mentale costruito nel tempo per riuscire a mantenere alta la concentrazione persino quando il pallone è lontano dalla propria area. In una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, l'estremo difensore rossoblù ha raccontato questo aspetto del proprio mestiere, allargando poi il discorso al momento della squadra, a Fabio Pisacane, all'esperienza con Marcelo Bielsa, alle ambizioni del Cagliari e alla mancata convocazione in Nazionale.

Caprile e il lavoro mentale per restare sempre dentro la partita

Per un portiere, uno dei rischi è perdere concentrazione quando la propria squadra mantiene a lungo il possesso nella metà campo avversaria. Caprile ha imparato ad affrontare quei momenti immaginando in anticipo ciò che potrebbe accadere:

«Quando i miei compagni attaccano penso in negativo, cioè che possiamo perdere la palla da un momento all’altro. Mi preparo all’imprevisto, diciamo al dramma. Un mental coach mi ha aiutato a capire quanto è importante restare in partita. Ad esempio urlo, anche se in certi stadi la mia voce non si sente, e richiamo i compagni non perché sbaglino, ma perché devo restare sul pezzo io. In Italia l’aspetto mentale è davvero troppo sottovalutato».

Un approccio differente rispetto a quanto ha conosciuto durante la sua esperienza inglese:

«In Inghilterra c’è lo psicologo nelle squadre».

La solitudine del portiere e le persone di cui fidarsi

Caprile descrive il proprio ruolo come profondamente diverso da quello degli altri calciatori, anche per la necessità di convivere con momenti di grande esposizione individuale:

«I più soli al mondo. Siamo vestiti in modo diverso, abbiamo i guanti, indossiamo persino colori differenti. Quando le cose vanno bene di solito hai tante persone attorno che poi non esistono più quando le cose si mettono male. Un bravo portiere deve scegliersi le persone giuste».

Nel suo caso, la cerchia sulla quale fare affidamento è ben definita:

«La famiglia, i compagni di ruolo Sherri e Radunovic, i preparatori Bucci e Berretta. Gente che mi aiuta nei momenti negativi e che mi tiene ancorato alla realtà quando le cose vanno bene e rischio di andare fuori strada».

Da Bielsa a Pisacane, l'importanza dell'atteggiamento

Nel percorso di Caprile ha lasciato un segno anche l'incontro con Marcelo Bielsa ai tempi del Leeds. Il portiere ricorda soprattutto la capacità dell'argentino di andare oltre gli aspetti puramente calcistici:

«Guardate che è loco veramente eh. Quando ero al Leeds ci ripeteva sempre che la partita dura solo 90 minuti e che poi durante la settimana ci sono la famiglia, i problemi, il riposo, il tempo libero, insomma l’esistenza. Ma chi li fa questi discorsi al giorno d’oggi? Solo uno così. Prima di una gara contro il Chelsea ci ha raccontato la storia di un suo amico minatore che sotto terra trovava conforto nel pensiero di rivedere la propria famiglia. Bielsa, come Pisacane, insiste molto sul non sbagliare mai l’atteggiamento. A Cagliari questa cosa la sento viva sulla pelle».

Un legame con l'ambiente che acquista un significato particolare in Sardegna, dove la squadra rappresenta un'intera isola:

«Siamo il sogno di tanti bimbi e di tanti adulti che fanno enormi sacrifici enormi per seguirci, anche a tanti chilometri di distanza».

"Il calcio può anche migliorare la vita delle persone"

Il grande avvio del Cagliari ha regalato anche la soddisfazione di trovarsi, almeno temporaneamente, da solo davanti a tutti. Caprile non nasconde il piacere provato, ma riporta subito l'attenzione sull'obiettivo principale:

«Che bello. E che belli sono i sogni. Pisacane dopo la vittoria di Udine ci ha ricordato che il calcio può anche migliorare la vita delle persone. Sabato abbiamo donato felicità. Però dobbiamo ricordarci che la missione è arrivare alla salvezza il prima possibile. Soltanto dopo possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni».

Il paragone con la partenza del Cagliari dello scudetto e la possibilità di guardare verso l'Europa non modificano la linea dello spogliatoio:

«La nostra gente merita questo e molto altro. Però merita anche la nostra dedizione totale alla causa, cioè alla salvezza, senza voli pindarici».

Tre vittorie esterne e un'identità precisa

Il Cagliari ha cominciato la stagione vincendo le prime tre trasferte, un risultato mai raggiunto prima nella storia rossoblù. Secondo Caprile, dietro questo rendimento c'è una precisa identità:

L'elogio a Pisacane

"Se ci sentiamo un po’ tutti figli di Piscane? Beh sì, con lui ho un rapporto splendido. Come tanti tecnici giovani è molto preparato sul rapporto umano. Studia, migliora, ci coccola e al tempo stesso ci bastona. Lo sa che la nostra generazione è più fragile, forse anche a causa dell’esposizione da social a cui siamo sottoposti di continuo. La fiducia è la sua chiave per costruire sintonie"

«Nulla è casuale. Raccontano la nostra voglia di imporre un’idea di calcio. E quando il gioco non è fluido come vorremmo, combattiamo fino allo sfinimento piuttosto che prendere gol. Poi sappiamo che con Maldini, Romano, Winks, Fazzini, Mendy, Fadera e Massolin la nostra pericolosità offensiva resta sempre alta».

Il portiere non esclude che anche il Cagliari possa provare a costruire un percorso simile a quelli compiuti negli ultimi anni da altre realtà del calcio italiano:

«Cagliari favola del nostro calcio come Sassuolo, Atalanta e Como? Perché no? Tutte loro si sono basate sulla programmazione e sul portare avanti un progetto negli anni con lo stesso allenatore, dandogli fiducia anche nei momenti di difficoltà come accaduto qui a Cagliari l’anno scorso».

L'esperienza insegna però a non considerare già acquisito nulla, come dimostrano altre partenze brillanti finite diversamente:

«È per questo che restiamo in guardia».

Caprile e la Nazionale: "Il nuovo ct ha fatto scelte diverse"

Tra i temi dell'intervista anche la Nazionale. Nonostante le prestazioni offerte con il Cagliari, Caprile non considera la mancata chiamata un motivo di rivendicazione:

«Meritare è una parola importante. Io faccio il portiere e il nuovo ct ha fatto scelte diverse. Va bene così. Posso solo augurare a Pessina di divertirsi appieno e di assorbire la maggior parte di quello che vedrà coi suoi occhi, perché davanti ha tre ottimi portieri e uno, Donnarumma, è tra i migliori al mondo».

Infine, più che un particolare piazzamento o un obiettivo individuale, Caprile indica ciò che vorrebbe ritrovare intatto alla conclusione della stagione:

«Se manteniamo puro il nostro gruppo. Ad oggi stare bene insieme è la nostra forza principale».