Fratelli Esposito, l'agente Giuffredi: "Il mio sogno era vederli insieme in Nazionale. Soltanto 40 giorni fa Seba si allenava da solo a casa sua"

Fratelli Esposito, l'agente Giuffredi: "Il mio sogno era vederli insieme in Nazionale. Soltanto 40 giorni fa Seba si allenava da solo a casa sua"
Oggi alle 10:00Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Il procuratore Mario Giuffredi racconta Pio e Sebastiano Esposito: «Pio è un predestinato, Sebastiano è stato bravo a riemergere».

Vedere Pio e Sebastiano Esposito insieme con la maglia dell'Italia rappresentava un traguardo speciale per Mario Giuffredi. L'agente dei due attaccanti, intervistato da Tuttosport, ha ripercorso il cammino compiuto dai fratelli fino alla Nazionale, soffermandosi anche sui momenti più complicati delle rispettive carriere.

Giuffredi e il sogno realizzato con i fratelli Esposito

«Sono davvero orgoglioso del lavoro e del percorso fatto con Pio e Sebastiano in questi anni. Siamo partiti da lontano, ma il mio sogno era quello di vederli giocare insieme un giorno in Nazionale. Adesso che questo traguardo è stato raggiunto bisogna subito porsi altri obiettivi da centrare».

«Un'emozione davvero forte»

Giuffredi ha raccontato innanzitutto le sensazioni provate durante Turchia-Italia, con entrambi i suoi assistiti contemporaneamente in campo: «È stata un’emozione davvero forte. Ancor più intensa nel vedere per la prima volta Sebastiano Esposito giocare con la maglia azzurra. Il calcio è stupendo e incedibile nel modo in cui riesca a sorprenderti: soltanto 40 giorni fa Seba si allenava da solo a casa sua a Brescia...».

Proprio il mercato di Sebastiano è stato particolarmente complicato: «Ho fatto una guerra sportiva per difenderlo e tutelarlo. Alla fine tutto è andato per il meglio. Faccio un plauso al Sassuolo e al direttore Palmieri che hanno puntato con decisione su Sebastiano, quando hanno intuito la possibilità di prenderlo a condizioni vantaggiose dal Cagliari».

Sebastiano, dal gol alla Juve alla chiamata azzurra

L'attaccante ha trovato immediatamente il gol contro la Juventus, ma la convocazione in Nazionale non era affatto scontata: «La speranza c’era, però aveva giocato solamente due gare col Sassuolo seppur con un gol importante contro la Juventus. Sapevamo della stima di Mancini, ma temevamo che l’aver giocato poco potesse precludergli la chiamata».

Per Sebastiano, secondo Giuffredi, la risalita è partita da molto più lontano: «Sebastiano, invece, era in Belgio fuori rosa all’Anderlecht, quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. In quel mercato di gennaio lo proponevo in Serie B e nessuno lo voleva. Solo Ciro Polito ci ha creduto, portandolo al Bari».

«Sebastiano è stato bravo a riemergere»

Dopo essere stato indicato giovanissimo come uno dei talenti più promettenti dell'Inter, Sebastiano aveva attraversato una fase difficile. Giuffredi utilizza una citazione di Gianni Morandi per descriverne il percorso: «Voglio citare Gianni Morandi: uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita. Sebastiano rappresenta quell’unica eccezione: dopo alcuni errori si è trovato a rincorrere, ma è stato bravo a riemergere tornando in alto».

«Pio è un predestinato»

Percorso differente per Pio, che ha recentemente rinnovato con l'Inter fino al 2032 nonostante l'interesse proveniente dall'Inghilterra: «È stata una trattativa lunga, ma c’è sempre stato un clima cordiale con l’Inter. L’accordo non è mai stato in discussione; perché la volontà di tutti era quella di andare avanti insieme. E così è stato».

Giuffredi non nasconde le proprie aspettative sul centravanti: «Pio quando l’ho preso in procura si stava affacciando in Primavera: è un predestinato e i numeri non mentono, visto che ha già segnato 6 gol in 11 partite con l’Italia».

Al di là del rendimento sul campo, l'agente individua però un elemento comune ai due fratelli: «Al di là delle qualità calcistiche che sono note a tutti, mi piace sottolineare i valori e l’educazione che li contraddistingue. Hanno la testa sulle spalle. Merito degli insegnamenti dati dai genitori».