Gazzetta - Di Francesco: "Rinato a Frosinone. Vengo da tre esoneri, il peggiore a Verona. Ora mi sento nel posto giusto"

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lunedì 11 settembre 2023, 08:15Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari

Il tecnico del Frosinone Eusebio Di Francesco, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport. Le sue parole concesse a Francesco Velluzzi: "La vittoria con l’Atalanta è stata un’iniezione di autostima. Mi mancava la vittoria, negli ultimi tempi ho perso tanto".

Quale delle tre esperienze andate male - Sampdoria, Cagliari e Verona - mi ha fatto più male? Avevo promesso di non parlarne più, ma la chiudo qui dicendo Verona. Oggi guardo avanti».

Sulla chiamata del ds Angelozzi a Frosinone: "Mi ha chiamato per fare una chiacchierata, non ci ho pensato un attimo. Avevo in piedi qualche trattativa, una bella proposta dalla Cina. Frosinone è stata la priorità, ho badato, come spesso ho fatto, più al lato umano che a quello economico. Mi sento nel posto giusto. Mi avevano fatto passare la voglia, ma non ho mai pensato di smettere. Angelozzi ha detto che sono sprecato per il Frosinone? Lo ringrazio. Essere qui è un piacere e un onore. È una realtà in grande sviluppo, in cui tutti cercano di aiutarsi. C’è uno stadio coinvolgente, passionale".

E siete partiti bene. La vittoria con l’Atalanta, il pari a Udine. Giocando a calcio, sempre.

«Abbiamo fatto un ottimo ritiro a Fiuggi. E vedo un gruppo che lavora col senso del noi. Hanno capito quanto sia importante il pre e il post allenamento. Arrivare prima e fermarsi dopo».

Su come ha trascorso il tempo libero: "Aggiornandomi. Ho apprezzato il lavoro di De Zerbi, interessante per l’identità che dà. Sono stato con la famiglia, ho giocato a padel. Ho fatto mea culpa: dovevo dare più intensità. Ho capito che rimuginare non aiuta. E ho appreso tanto dalla psicologia. Sono stati utili “Mindset” di Carol Dweck e “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman". Quante volte ho visto il maestro Zeman? Allo stadio due volte, a cena di più. Ama il buon pesce e la qualità degli arrosticini, si parla con piacere di tutto. Ed è sempre lucidissimo. Ha voglia di allenare e i risultati si vedranno ancora".

Sull'etichetta di integralista: "Prima ero più rigido, ma non lo sono. Esiste un’idea di 4-3-3 ma dinamico. Con i terzini dentro a giocare. Oggi loro hanno un ruolo fondamentale e devono essere più olandesi, come diceva Ulivieri. Theo Hernandez è l’esempio del terzino moderno. Avete visto Calabria fare bene il mediano. Ma attenzione: il calciatore non va mai messo in difficoltà".