Problema per Di Francesco. Quotidiano di Puglia: "Lecce, il tiro diventa un miraggio. Cagliari e Cremonese tirano molto di più"
"Lecce, il tiro diventa un miraggio", è l'apertura delle pagine sportive del Quotidiano di Puglia. Il nodo che accompagna il Lecce fin dalle prime giornate continua a pesare in maniera decisiva sulla corsa salvezza: la difficoltà cronica nel trovare la via del gol.
Dopo 31 turni di campionato, la squadra di Eusebio Di Francesco resta il peggior attacco della Serie A 2025-2026, con appena 21 reti segnate, per una media di 0,67 gol a partita. Numeri leggermente inferiori anche rispetto a Hellas Verona e Parma, entrambe ferme a quota 22, mentre le altre concorrenti dirette per la permanenza hanno mostrato maggiore incisività.
Il dato è strettamente legato alla poca produzione offensiva. Il Lecce conclude poco e, soprattutto, centra raramente lo specchio della porta. Emblematica la sconfitta interna contro l’Atalanta: nonostante 11 conclusioni complessive, i salentini non hanno mai impegnato Marco Carnesecchi, permettendo al portiere nerazzurro di chiudere il match senza una vera parata.
Tra i giallorossi i giocatori più precisi verso la porta sono al momento Coulibaly, Banda e Stulic, tutti con 7 tiri nello specchio. Più preoccupante il dato relativo a Cheddira, che nelle sue 10 presenze ha trovato la porta soltanto 4 volte: numeri bassi per un centravanti, soprattutto se confrontati con quelli delle dirette rivali.
Basta guardare la Cremonese, dove Bonazzoli e Vardy hanno centrato lo specchio rispettivamente 21 e 12 volte, o il Cagliari, con Salvatore Esposito e Adopo già a 11.
A tenere in piedi il Lecce è invece la fase difensiva, la migliore tra le squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere, con 43 reti subite, meno di Cagliari (44) e Cremonese (46). Gran parte del merito porta la firma di Wladimiro Falcone, spesso decisivo e tra i migliori in campo.
Il vero problema, però, resta davanti: in 16 delle 31 partite giocate, praticamente la metà, il Lecce è rimasto a secco.