Romano: "Ho scelto il Cagliari per il progetto e per Pisacane. Studio Gigi Riva e sogno Euro32. Italia o Svizzera? Ho le idee chiare, al momento la scelta la tengo per me"

Romano: "Ho scelto il Cagliari per il progetto e per Pisacane. Studio Gigi Riva e sogno Euro32. Italia o Svizzera? Ho le idee chiare, al momento la scelta la tengo per me"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:30Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Alessandro Romano racconta il suo avvio al Cagliari, la fiducia di Pisacane e il legame con la Sardegna. Sulla scelta tra Italia e Svizzera...

Tra le grandi rivelazioni di questo avvio di Serie A c'è Alessandro Romano, protagonista con la maglia del Cagliari dopo un impatto particolarmente positivo con il massimo campionato. Il centrocampista ventenne ha raccontato alla Gazzetta dello Sport i primi passi della sua esperienza in Sardegna, soffermandosi anche sulla scelta ancora da compiere tra Italia e Svizzera.

Romano si racconta: il Cagliari, Pisacane e il futuro in Nazionale

L'ambientamento a Cagliari procede rapidamente, anche se gli impegni calcistici gli hanno lasciato finora poco tempo per scoprire la città e le sue bellezze.

«Ho preso casa in centro. No, il mare non lo vedo, ma ci arrivo a piedi in 5 minuti. Dico la verità, non ho avuto tempo e modo di conoscerlo. Anche se vengo dalla Svizzera, non sono attratto dalla montagna. Vado spesso a Napoli, da dove viene la famiglia di papà. Mia madre Chiara è di Lecce. Anche in Puglia il mare è bellissimo, ma niente confronti».

Cinque lingue e un legame profondo con l'Italia

Romano è cresciuto in Svizzera all'interno di una famiglia italiana e il suo percorso gli ha consentito di imparare diverse lingue. Adesso potrebbe aggiungere anche qualche parola in sardo.

«Parlo cinque lingue, forse imparerò a dire qualcosa in sardo. No, non penso se farò il dirigente da grande. Ho appena iniziato a giocare. A scuola in Svizzera ho imparato tedesco e francese. La mia famiglia è italiana, a casa adottiamo un mix con lo svizzero. Con i nonni si parla solo italiano»

Sul campo, intanto, l'avventura rossoblù è cominciata nel migliore dei modi. Dopo il gol segnato a Parma all'esordio da titolare in Serie A, il centrocampista ha offerto un'altra prestazione convincente contro l'Inter.

Romano non si aspettava una partenza così brillante e attribuisce una parte importante dei risultati al lavoro svolto durante la preparazione.

«In realtà non ci pensavo, ho lavorato giorno per giorno, curando la preparazione per raggiungere la forma fisica migliore. Ho provato un’emozione fortissima a Parma. Non immaginavo di segnare. Domenica all’Unipol Domus mi hanno stupito i tifosi, negli ultimi dieci minuti ci hanno dato una spinta enorme. Non ci siamo spaventati anche se era l’Inter, alla fine credevamo nel pareggio. Si sta formando un gruppo fortissimo. Vedo energia, entusiasmo. Mi hanno accolto bene. Tanti giovani, ci divertiamo, lavoriamo bene".

Italia o Svizzera, Romano deve scegliere

Uno dei temi più importanti riguarda inevitabilmente il futuro internazionale del giovane centrocampista. Le sue prestazioni hanno attirato l'attenzione sia di Roberto Mancini sia di Murat Yakin, arrivati entrambi allo stadio per osservarlo nelle prime due giornate di campionato.

Romano ha già maturato una propria convinzione, ma per il momento preferisce non rendere pubblica la decisione.

«Sono felice, a soli 20 anni, di aver attirato l’attenzione di Mancini e Yakin. Un onore immenso, sono venuti tutti e due allo stadio a vedermi nelle prime due giornate di campionato. Ho le idee chiare, al momento la scelta la tengo per me. Vediamo quando usciranno le convocazioni per la Nations. Devo passare da una delle due porte. Quello che posso dire è questo: non sceglierò contro una nazionale, ma a favore di una nazionale».

Con Yakin un confronto è comunque previsto a breve, dopo i contatti già avuti nei giorni precedenti.

«Ancora no, ci parlerò, ma ci eravamo sentiti nei giorni scorsi».

Anche Akanji ha parlato con Romano

Secondo quanto scritto dal quotidiano Blick, anche Akanji si sarebbe mosso per parlare con il talento rossoblù. Romano ha confermato il colloquio avvenuto al termine della partita, raccontando anche un curioso legame tra il difensore e la propria famiglia.

«Abbiamo parlato a fine partita. Non lo avevo ancora incontrato, ma lo conoscevo. Lui è stato allenato da mio padre quando giocava nelle giovanili del Winterthur».

Pisacane decisivo nella scelta del Cagliari

Dietro il trasferimento in Sardegna c'è soprattutto la forte volontà di Fabio Pisacane. Il tecnico conosceva Romano già dai confronti a livello Primavera e, una volta terminato il campionato, ha fatto capire al giocatore quanto credesse nelle sue qualità.

Un corteggiamento che si è rivelato determinante nella decisione finale.

«Il mister lo conoscevo da avversario, ci avevo giocato contro con la Primavera. È giovane, ci tiene. A fine campionato ci siamo sentiti, mi voleva con forza, è stato fondamentale percepire la sua fiducia. Ho scelto per il Cagliari per lui e per la squadra. Sul campo riconosce i punti di forza, adatta il gioco, chiede fluidità. Se affronti l’Inter, devi per forza saper fare cose diverse».

Romano: «Non mi sento di passaggio a Cagliari»

Il percorso di Palestra, protagonista in Sardegna prima di trasferirsi in Premier League, potrebbe suggerire l'immagine di Cagliari come trampolino verso altri campionati. Romano, però, respinge questa interpretazione e manifesta un forte coinvolgimento nella nuova avventura.

«Non ci ho pensato, sono contento per lui, qui è stato protagonista di una bella stagione e ora si è trasferito in Premier. Non mi sento di passaggio a Cagliari, passaggio credo sia una parola sbagliata (si tocca la maglia con il simbolo dei quattro mori e il gesto vale più di ogni altra parola, ndi). Qui mi piace tutto, ho letto quello che potevo su Gigi Riva, un idolo e la leggenda della Sardegna».

Dalla Roma al Cagliari: la chiamata che ha cambiato tutto

Prima di approdare in rossoblù, Romano ha trascorso quattro anni alla Roma. Arrivato nell'Under 16, ha completato il percorso nel settore giovanile fino all'esordio in Serie A, passando successivamente anche dall'esperienza in prestito allo Spezia.

Il centrocampista non conosce esattamente le ragioni che hanno portato la società giallorossa a lasciarlo partire, ma individua nella chiamata di Pisacane il momento decisivo per il proprio futuro.

«Bella domanda, non lo so. Ho fatto quattro anni bellissimi a Trigoria. Ero arrivato da ragazzino con l’Under 16, via di casa per la prima volta, non era facile, mi hanno aiutato tanto. Ho fatto tutto il percorso sino all’esordio in A e il prestito a La Spezia. Non avevo un’idea precisa a fine campionato di cosa sarebbe successo. La chiamata di Pisacane ha cambiato le cose».

A Cagliari Romano ha mantenuto il numero 4, una maglia che in Sardegna porta con sé riferimenti importanti.

«A Roma è successo era libero e l’ho preso. Qui a Cagliari mi parlano tutti di una maglia importante per i calciatori che l’hanno indossata, come Nainggolan».

Prima il Verona, poi il Lecce

Sul piano sportivo, l'attenzione del Cagliari è adesso rivolta alla Coppa Italia. Prima della sfida di campionato contro il Lecce, la squadra di Pisacane dovrà affrontare il Verona, avversario che Romano considera di livello superiore rispetto alla categoria nella quale milita.

«Partita complicata, ma ora stiamo pensando al Verona. Squadra forte, non da Serie B. È un obiettivo andare avanti in Coppa Italia».

Fuori dal terreno di gioco, il ventenne sta apprezzando anche le condizioni offerte dalla vita in Sardegna, considerate ideali per trovare il giusto equilibrio tra lavoro e recupero.

«Sì, direi quasi perfetto. Hai la testa sul campo, ma c’è anche il lato bello e positivo. Per lavorare bene devi staccare la spina e liberare la mente nei momenti di riposo»

Il sogno del nuovo stadio e dell'Europeo 2032

Lo sguardo di Romano arriva infine ai progetti futuri del Cagliari. Il centrocampista apprezza le strutture già a disposizione della squadra e ha seguito anche il progetto relativo al nuovo stadio.

E proprio il futuro impianto potrebbe un giorno ospitare un appuntamento particolarmente prestigioso: l'Europeo 2032.

«Abbiamo un centro sportivo bellissimo, la società ci mette nelle condizioni migliori per lavorare bene. Ho visto le foto e il progetto dello stadio, non so come verrà fuori, ma sembra molto bello. E poi sì, sarebbe bello giocarci anche l’Europeo, perché no?».