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Pisacane: "Abbiamo un nostro DNA. L'atteggiamento non deve mai mancare"

LIVE TC - Pisacane: "Abbiamo un nostro DNA. L'atteggiamento non deve mai mancare"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luca Di Leonardo
sabato 6 gennaio 2024, 15:30Settore giovanile
di Paola Pascalis

Fabio Pisacane ha parlato al termine della gara vinta dalla Primavera del Cagliari contro i pari età del Sassuolo. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoCagliari:

Si inizia l'anno con una vittoria di carattere, anche se nel secondo tempo si è visto un Cagliari quasi arrembante, alla ricerca di una vittoria che si voleva profondamente.

"Sicuramente non poteva iniziare meglio. Quello che ho detto a fine primo tempo alla squadra, lo dico a voi: se noi abbiamo rispetto per gli avversari, che ci sta e che deve essere alla base, non significa avere timore. La squadra nel secondo tempo, al netto delle azioni che ha fatto vedere, soprattutto da sviluppi che non sono nel nostro solito, come le palle inattive, era una partita che sapevamo come giocavano loro e l'avevamo preparata, sapevamo che dovevamo attaccare la profondità. Diciamo che abbiamo pagato un po' il troppo rispetto per l'avversario nei primi 45', anche se, nonostante tutto, gli avversari si sono affacciati tre volte con tre cross. Ci gira male, è un difetto che dobbiamo migliorare, da cross laterale spesso ci fanno del male. Lavoreremo per migliorarci sempre di più".

Nel secondo tempo si è vista l'unità di questo gruppo e il valore, visto che i cambi sono risultati decisivi. 

"Quando si vince è tutto più facile. Se togli tre giocatori di quel calibro è normale che se va come è andata, passa per una grande mossa. Io cerco sempre di mettere i ragazzi nelle condizioni di esprimersi al meglio, facendo delle scelte. Non sempre le faccio nel modo giusto, però sapevo in quel preciso momento quello che mi potevano dare Ardau e Achour. Ho tolto dei giocatori che avevano dato tutto, fra l'altro Carboni era ammonito, ed è andata bene".

Sono dei ragazzi che stanno imparando dai più grandi a rimontare nel finale come la prima squadra, quindi il fatto che stanno bene mentalmente.

"Forse quest'anno è la prima volta che la rimontiamo. Nella mia gestione dell'anno scorso c'è stata qualche rimonta sia nei pareggi che nelle vittorie con la Juve che è stata la prima per me con questi magnifici ragazzi e ne approfitto anche per salutare quelli che hanno intrapreso il loro percorso. È normale che noi abbiamo un nostro DNA e dobbiamo sempre cercare di metterlo in campo, anche al netto di qualche sconfitta, però l'atteggiamento non deve mai mancare, come dico sempre ai ragazzi".

A livello tattico la svolta si è avuta con il cambio di modulo?

"Sicuramente c'è stato un momento della partita dove volevo osare e volevo mettere i ragazzi nelle condizioni di vincere la partita. Anche quando abbiamo pareggiato, la sensazione era che la potessimo vincere e non mi sono sbagliato. Sicuramente più che il modulo, sono stati i ragazzi perché anche lo stesso Baldé ha dato il suo contributo e mi ha fatto capire che questi ragazzi hanno bisogno di molte più attenzioni".

Come mai Carboni in cabina di regia e non sulla trequarti?

"Carboni è partito sulla trequarti, poi non riuscivamo a prendere il pallone e ho preferito mettere Sulev che comunque ha delle caratteristiche diverse e ho portato Marcolini a fare la mezza, cercando di mettere Carboni nel suo ruolo. E' normale che ho cercato di mettere i ragazzi nelle condizioni di reggere l'impatto, contro una squadra importante che ha gamba, ha qualità e teneva bene il campo. Carboni può darci tanto sia sulla trequarti, sia da play, sia da mezze. I giocatori forti possono darti quello che hanno e non è la posizione che determina la qualità che mettono in campo. E' stata solo una lettura".

Una parola su Achour che quando entra dà sempre l'impressione di poter creare qualcosa.

"Lui sa la stima che ripongo in lui. Ci sono delle dinamiche e delle gerarchie che lui sta scalando. E' un ragazzo speciale che se mantiene questa umiltà e questa testa e ha fatto vedere che ha il gol nel sangue ed è una cosa che non gli insegno io. Credo che si possa togliere grandi soddisfazioni".