18 febbraio 1968, Cagliari - Fiorentina 3 - 1: cuore e rimonta. La Viola si arrende, l’Europa si avvicina
C’è un pomeriggio di 58 anni fa che ancora vibra tra le gradinate dell’Amsicora. È il 18 febbraio 1968 e il Cagliari Calcio riscrive il proprio destino europeo con una rimonta da applausi contro la Fiorentina. Finisce 3-1 per i rossoblù: una vittoria che vale il sesto posto e profuma di Mitropa Cup.
Siamo alla 20ª giornata della Serie A 1967-68. Il Cagliari è alla quarta stagione consecutiva nella massima serie, ma l’annata è tutt’altro che lineare. Dopo l’ottimo sesto posto dell’anno precedente, la panchina è passata da Manlio Scopigno a Ettore Puricelli, chiamato a raddrizzare la rotta. I sardi arrivano all’appuntamento con 19 punti, ottavi in classifica, reduci da due sconfitte consecutive. Di fronte, una Fiorentina sesta, solida e ambiziosa.
Per settanta minuti è battaglia vera, bloccata, nervosa. Poi, al 69’, l’episodio che gela l’Amsicora: Nenè, nel tentativo di anticipare tutti, infila la propria porta. Autogol. Viola avanti. Sembra una beffa crudele. Ma questo Cagliari ha carattere. Sette minuti più tardi Rizzo trova l’1-1 che riaccende lo stadio e ribalta l’inerzia emotiva della gara. L’Amsicora diventa una bolgia. All’83’ è Niccolai a completare la rimonta, svettando e firmando il sorpasso. La Fiorentina accusa il colpo, i rossoblù sentono l’odore dell’impresa. E al 90’ Hitchens mette il sigillo: 3-1, partita chiusa, pubblico in estasi.
Una rimonta perfetta negli ultimi venti minuti, dopo un’autorete che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque. Invece no. Il Cagliari aggancia proprio i viola a quota 21 punti e, complice il pari dell’Inter nel derby, si ritrova in un terzetto che vale il sesto posto. La differenza reti premia i sardi, che guidano il gruppetto alle spalle delle grandi. A fine stagione sarà davvero Europa, con la Mitropa Cup.