Fiorentina, Atta racconta i suoi inizi: "Giocavo a calcio anche in casa. Mio padre mi rimproverava"

Fiorentina, Atta racconta i suoi inizi: "Giocavo a calcio anche in casa. Mio padre mi rimproverava"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 17:45Altre notizie
di Martina Musu
Arthur Atta racconta gli inizi, la passione per la trivela e l'emozione di sfidare Modrić: "È fortissimo anche a 40 anni".

Arthur Atta, uno dei nuovi volti della Fiorentina, ha raccontato alcuni momenti della sua crescita calcistica in un'intervista concessa a Romanzo Calcistico. Il centrocampista francese ha ripercorso gli anni dell'infanzia, le prime esperienze in campo e alcuni incontri che hanno lasciato il segno nella sua carriera.

Parlando dei suoi primi approcci con il pallone, Atta ha spiegato quanto il calcio fosse già una presenza costante nella sua quotidianità.


"Giocavo a calcio anche in casa. Mio babbo mi diceva sempre di stare attento a non rompere niente, ma in realtà lo faceva apposta per abituarmi a giocare sotto pressione: facevo passaggi contro il muro cercando di non colpire gli altri oggetti. Al torneo più importante della regione serviva un portiere e mi sono proposto io. Ho giocato in porta il primo giorno, ma ho capito subito che non era il mio ruolo. Dal secondo giorno mi hanno spostato in campo e lì mi sono trovato decisamente meglio."

Il nuovo giocatore viola ha poi parlato anche della trivela, una giocata tecnica che prova a migliorare costantemente, citando alcuni specialisti del passato:
"Trivela? Quaresma la eseguiva in maniera incredibile, anche Payet era molto bravo. Non sono al loro livello, ma cerco di perfezionarla ogni giorno."

Infine, Atta ha ricordato l'emozione di aver affrontato un campione come Luka Modrić, sottolineando l'impatto avuto dal croato anche in una fase avanzata della carriera:
"Incontrare Modrić è stato qualcosa di speciale. Era la quarta partita e con l'Udinese affrontavamo il Milan. Sapevamo quanto fosse forte, anche se qualcuno pensava non fosse più quello di un tempo. Alla fine della gara ci siamo detti tutti la stessa cosa: "È fortissimo anche a 40 anni"".