Gravina: "Questo calcio ha prospettiva. Il problema non è federale, bisogna togliere il diritto di veto"
Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, è intervenuto a margine della presentazione del libro di Ivan Zazzaroni, al Circolo Canottieri Aniene di Roma. Nel corso del suo intervento, Gravina ha riflettuto sul momento del calcio italiano, difendendo il lavoro svolto dalla Federazione negli ultimi anni e soffermandosi anche sulle difficoltà della Nazionale maggiore.
Gravina sul momento del calcio italiano
La difesa del lavoro della FIGC
Queste le sue parole sullo stato di salute del movimento calcistico italiano, riportate da TMW: “Prima sentivo parlare di un calcio a livello basso e non sono d’accordo. Il calcio che ha finalità solo legate a un risultato sportivo è superficiale. Dobbiamo uscire da alcune ipocrisie per centrare il tema. Lasciamo stare ciò che è stato fatto in Federazione perché c’è una lista infinita di attività che hanno posto la Federazione come riferimento internazionale.
Il percorso delle Nazionali giovanili
Mister Ranieri ha parlato di risultati di una filiera che in questi otto anni abbiamo creato. Questo calcio ha prospettiva e l’abbiamo creata in questi otto anni. Abbiamo lavorato per vincere domani, se fino al 2018 le nazionali giovanili non arrivavano in finale e poi improvvisamente per la prima volta in 138 anni l’Under 17 vince l’Europeo nel 2024 e pochi giorni fa ha rivinto il titolo.
I risultati del movimento
Se l’Under 19 e l’Under 20 vince il titolo europeo, se l’Under 21 con la sola aggiunta di Donnarumma vince con Lussemburgo e la Grecia, che ha battuto l’Inghilterra, qualcosa vuol dire. Se in questi anni la FIGC per la prima volta nella sua storia vince il premio “Burlaz” qualcosa vorrà dire".
Il tema della Nazionale maggiore
I risultati con Mancini
Gravina ha poi spostato l’attenzione sulla Nazionale maggiore, ripercorrendo i risultati ottenuti e gli episodi che hanno segnato le ultime mancate qualificazioni ai Mondiali: "È possibile che noi non possiamo analizzare la storia della nazionale maggiore? Con Mancini alla guida abbiamo tolto un record storico a Brasile e Spagna con 37 risultati utili consecutivi, nel 2021 abbiamo vinto un Europeo dopo 53 anni. Sono risultati straordinari.
Le mancate qualificazioni ai Mondiali
Vediamo come non siamo andati al Mondiale, dominiamo in Svizzera e Jorginho sbaglia un rigore a cinque minuti dalla fine. Poi facciamo 36 tiri con la Macedonia e perdiamo. C’è poi la sfida con la Norvegia in cui loro hanno preparato la partita della vita, Haaland ha fatto tre mesi di recupero solo per preparare quella partita.
Gli episodi contro la Bosnia
Poi siamo arrivati alla partita con la Bosnia e Kean e Pio Esposito sbagliano due gol già fatti. Se Kean avesse segnato avremmo riaperto tutti gli oratori e avremmo tutti giocato nuovamente a calcio? Gravina non scende in campo, ma qualcuno ha detto che Gravina è quello che ha scelto l’allenatore. Questa persona poi ha scelto lo stesso allenatore (Lotito con Gattuso, ndr), ma sorvoliamo su questo".
Gravina sulle riforme del calcio italiano
Il problema del sostegno politico
Infine, l’ex presidente federale ha indicato nel tema delle riforme e nel diritto di veto uno dei principali ostacoli per il futuro del calcio italiano: "Noi dobbiamo fare conto con questa realtà, poi se hai una politica che non ti supporta, che toglie il vincolo sportivo io non capisco perché alcune società dovrebbero investire sui giovani.
Il tema dei giovani all’estero
Se poi perdiamo giocatori come Samuele Inacio e Luca Reggiani, due 2008 che giocano titolari al Borussia Dortmund, il problema non è Federale. Possiamo cambiare gli Abete, i Tavecchio, i Gravina e ora auguro a Giovanni Malagò di prendere il posto.
"Bisogna togliere il diritto di veto"
La priorità è una, bisogna togliere il diritto di veto perché non si può fare una riforma se il 3% non è concorde. Questo è antidemocratico, abbiamo proposto 17 leggi sui campionati, poi è chiaro che se ogni campionato si mette in mezzo non puoi fare nulla e quindi Gravina va a casa”.
