Inter, Jones: "In Serie A le partite sono più lente, ma il livello è alto"
Curtis Jones racconta i primi mesi della sua avventura all'Inter in un'intervista esclusiva disponibile da oggi su DAZN. Il centrocampista inglese, arrivato dal Liverpool dopo aver collezionato 228 presenze e 22 reti con la formazione di Anfield, affronta diversi argomenti: dalle ambizioni europee della squadra di Cristian Chivu alle caratteristiche della Serie A, passando per il rapporto con i tifosi e il proprio modo di interpretare il ruolo. Il 25enne, sesto calciatore inglese nella storia nerazzurra, ha già disputato quattro incontri di campionato e uno di Champions League con la nuova maglia. Il suo primo contatto con San Siro risale però al 9 dicembre 2025, quando affrontò l'Inter da avversario con il Liverpool.
Inter, Jones: "Possiamo essere competitivi in Champions League"
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista riguarda le possibilità dell'Inter di competere ai massimi livelli in Europa. Jones esprime grande fiducia nelle qualità della rosa e nella capacità dei nerazzurri di affrontare anche le situazioni più complicate. “Sono convinto al 100% che possiamo essere competitivi in Champions League. Se guardo i miei compagni, per qualità e individualità, c’è la possibilità di segnare, fare assist, creare occasioni. Sento un forte spirito di squadra, un’energia generale. Siamo in grado di rimontare, anche quando l’avversario segna per primo. Non ci spaventiamo. Non perdiamo la testa. I tifosi sono fantastici. Anche questo è di grande aiuto. Sento semplicemente che la squadra ha quello che serve. Non avrei mai scelto una squadra che non avesse tutto il necessario. Ci possono essere dei dettagli da migliorare, ma il divario non è così ampio”.
Jones confronta Serie A e Premier League
Il centrocampista si sofferma anche sulle differenze tra il campionato italiano e quello inglese, soffermandosi soprattutto sull'atteggiamento tattico delle squadre avversarie. Secondo Jones, il ritmo apparentemente inferiore della Serie A dipende anche dalla tendenza delle formazioni meno attrezzate a difendersi con molti uomini contro le grandi. “Da fuori tutti pensano che la Serie A sia un campionato più lento e che il livello non sia così alto. Sono d’accordo solo in parte. Le partite sono più lente per il modo di affrontarci degli avversari. Al Liverpool era esattamente uguale. Essendo una delle squadre più forti del campionato, difficilmente gli avversari venivano a pressarci, ma rendevano tutto più difficile con un blocco basso. Se sei la squadra più forte, con i migliori giocatori, è questo quello che gli avversari faranno. In Italia come in Inghilterra”.
L'esperienza dei giocatori inglesi nell'Inter
Jones evidenzia inoltre il contributo che i calciatori provenienti dal calcio inglese possono garantire alla formazione nerazzurra, soprattutto grazie all'abitudine a disputare incontri internazionali di alto livello. “Sicuramente aggiungiamo ulteriore esperienza. Sia io che Jones, ma anche Spence, abbiamo giocato in Champions. Si può parlare anche dell’intensità che portiamo, ma è anche una questione di abitudine alle grandi partite”.
Inter, Jones racconta il legame con i tifosi di San Siro
Un ruolo importante nella decisione di trasferirsi a Milano è stato ricoperto anche dall'atmosfera dello stadio. Il centrocampista ricorda la partita disputata con il Liverpool contro l'Inter nel dicembre 2025, quando rimase colpito dal rapporto tra i sostenitori nerazzurri e la squadra. “Quando abbiamo giocato contro l’Inter in Champions League, ho notato subito la connessione tra giocatori e tifosi. Io e il Liverpool abbiamo sempre avuto questo tipo di legame speciale con i fan, il nostro dodicesimo uomo in campo. Penso che per chi ama l’Inter valga la stessa cosa. Quindi è stata una scelta facile”.
Jones: "Non voglio essere un giocatore che ha sempre una via d'uscita facile"
Il centrocampista spiega il proprio stile di gioco
Nella parte conclusiva dell'intervista, Jones descrive il proprio approccio alle partite, sottolineando la volontà di assumersi responsabilità anche nelle situazioni di maggiore pressione. Il giocatore rivendica inoltre l'importanza del lavoro svolto lontano dai riflettori, non sempre rappresentato dalle statistiche individuali. “Non sarò mai timido. Non avrò mai paura. Non voglio essere un giocatore che ha sempre una via d’uscita facile. Voglio correre dei rischi con la palla, anche quando sono sotto pressione. Quando funziona è fantastico, ma devo accettare che non può essere sempre così. Ci sono cose che faccio in campo di cui i compagni si accorgono e che i tifosi potrebbero non vedere. So che oggi il calcio si misura in statistiche, gol e assist. Magari io non segno quanto altri, ma faccio tante altre cose sul campo che compagni e staff notano e apprezzano”.
Inter-Fiorentina, nerazzurri in campo domenica alle 12.30
L'intervista arriva alla vigilia del prossimo appuntamento di campionato dell'Inter, impegnata domenica 25 ottobre alle 12.30 contro la Fiorentina. La formazione di Chivu si presenta alla sfida con 21 reti realizzate nelle prime sette giornate, dato che le vale il miglior attacco della Serie A, e con il primo posto in classifica condiviso con la Lazio. Dall'altra parte ci sarà una Fiorentina intenzionata a reagire dopo la sconfitta contro il Como allenato da Cesc Fabregas. La partita sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, con la telecronaca affidata a Dario Mastroianni e Andrea Stramaccioni.
