Malagò: "Prima il direttore tecnico, poi il ct”. Maldini resta il profilo forte, sullo sfondo Conte e Mancini

Malagò: "Prima il direttore tecnico, poi il ct”. Maldini resta il profilo forte, sullo sfondo Conte e ManciniTUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba
FIGC, Malagò prepara la nuova area tecnica: secondo ANSA prima il direttore tecnico, poi il ct, con Maldini possibile profilo e nodo panchina aperto.

Giovanni Malagò continua a lavorare alla definizione della nuova struttura tecnica della FIGC. Il neo presidente federale, secondo quanto riportato dall’ANSA, ha fatto il punto davanti al Consiglio CONI, spiegando che i tempi non saranno immediati: “Penso che arriverà prima il direttore tecnico, poi il ct”.

FIGC, Malagò lavora alla nuova area tecnica

Prima il direttore tecnico, poi il ct

Il prossimo passaggio sarà il primo Consiglio Federale, in programma il 1° luglio, ma non è detto che si arrivi già con nomi definiti. Malagò ha ammesso di non aspettarsi “che ci potessero essere così tante problematiche”, confermando come il percorso per ricostruire l’area tecnica azzurra richieda ancora alcuni passaggi.

Possibile incontro con Maldini

A inizio della prossima settimana potrebbe esserci un incontro a Milano con Paolo Maldini, profilo considerato tra i più adatti per il ruolo di direttore tecnico. Una figura che diventerebbe centrale anche nella scelta del nuovo commissario tecnico.

Il nodo economico per il ct

Per la panchina della Nazionale, il nodo principale resta quello economico. Malagò è ancora impegnato nell’analisi del bilancio FIGC: “Lo sto leggendo da 24 ore”, ha spiegato.

I nomi per la panchina azzurra

Sullo sfondo restano i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini, mentre in caso di mancato accordo potrebbero prendere quota soluzioni alternative come Stefano Pioli o, più a sorpresa, Claudio Ranieri.

Il rapporto con il Governo

Resta aperto anche il tema del rapporto con il Governo. Dopo l’incontro con il ministro Andrea Abodi, i toni sembrano essersi distesi, anche se non mancano le riflessioni sulle riforme necessarie.

Le priorità del calcio italiano

“Le priorità del calcio sono 5-6”, ha aggiunto Malagò, sottolineando la necessità di dare segnali all’interno del mondo federale prima di individuare gli interventi più urgenti.

Le parole di Abodi

Dal canto suo, Abodi ha ribadito l’attesa per le prime decisioni: “Più che rivoluzione vorrei che dentro la Federazione si maturassero le convinzioni di fare tesoro degli errori del passato, recente, capire dove intervenire, e serve farlo in un tempo breve”.