Un mirto con... Pasquale Marino: "Il Cagliari nel suo momento migliore della stagione avrebbe potuto raccogliere qualche punto in più. Ma il bilancio finale è comunque molto positivo. Confermerei senza esitazione Belotti al centro dell'attacco"
Il tecnico Pasquale Marino, intervistato da Tuttocagliari.net, passa ai raggi X il campionato disputato dal Cagliari di Fabio Pisacane, esprimendo un giudizio incondizionatamente positivo sia sulla squadra che sull’allenatore isolano.
Pasquale, al netto di alcune battute a vuoto accusate soprattutto contro le dirette concorrenti per la salvezza - spesso affrontate con un atteggiamento fin troppo attendista e speculativo - il Cagliari ha centrato una salvezza relativamente tranquilla. Come giudica il campionato dei sardi e l’operato di mister Pisacane, debuttante assoluto in serie A?
“Secondo me il Cagliari, così come il suo tecnico, nel complesso si è disimpegnato in modo egregio. Caprile e compagni sono partiti a tutta birra e poi hanno fatto registrare una flessione nel cuore del girone di ritorno, che gli ha impedito di mettere in cascina molti più punti di quelli preventivati alla vigilia del torneo. Poi però hanno avuto il grande merito di riprendersi e di chiudere l’annata senza correre particolari rischi, eccezion fatta per un paio di partite successive alle famose otto sconfitte in dieci gare e affrontate con grande apprensione. In generale, direi che nei momenti di difficoltà l’undici di Pisacane ha sempre reagito nel migliore dei modi. Certo, possiamo supporre che, cavalcando l’onda dei periodi particolarmente positivi vissuti nell’arco della stagione, la squadra avrebbe anche potuto raccogliere qualche punto in più. Ma il bilancio finale resta molto positivo.”
Lei non ritiene che al Cagliari, fatta eccezione per Gianluca Gaetano, manchi un centrocampista in grado di “accendere la luce” e di accrescere la qualità dei fraseggi palla a terra? Numerosi, al contrario, sono i mediani più spiccatamente incontristi…
“Avere un centrocampo che sia soprattutto muscolare e quantitativo aiuta la squadra in fase di non possesso: se schieri solo elementi tecnici e dai piedi buoni nella zona nevralgica del campo rischi che vengano a mancare un po’ di intensità e di equilibrio. Nelle due fasi ci vuole il gusto mix: il tuo centrocampo deve poter contare su calciatori bravi a interdire e su altri ugualmente bravi a ripartire.”
Lei scommetterebbe ancora su Andrea Belotti dopo il gravissimo infortunio che, di fatto, l’ha tenuto fermo ai box per tutta la passata stagione?
“Il Cagliari, avendo oggettivamente segnato poco quest’anno, ha sicuramente bisogno di un centravanti d’esperienza che possa aiutare i compagni più giovani a crescere e a maturare. Quindi sì, darei senza ombra di dubbio a Belotti una seconda chance e lo riconfermerei per la prossima stagione.”
