Nazionale, Paolino celebra Ranieri: "È stato il mio secondo papà, se lo merita"
Raffaele Paolino, ex attaccante del Cagliari, ha accolto con grande entusiasmo il nuovo incarico affidato a Claudio Ranieri come presidente del Club Italia e direttore tecnico della Nazionale. Attraverso i propri canali social, l’ex attaccante rossoblù ha ricordato il profondo legame umano costruito con il tecnico durante la sua esperienza in Sardegna. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: “Sono molto contento per il mister Claudio Ranieri, che corona una carriera fantastica andando in Nazionale come presidente del Club Italia e direttore tecnico dell’Italia. Se lo merita, gli voglio bene”.
Paolino ha quindi rivolto un messaggio particolarmente emozionante al suo ex allenatore: “Mister, ti voglio bene. Sei stato il mio secondo papà, perché quando ero giovane, a 18 anni, spaesato e impaurito a Cagliari, tu mi hai dato delle certezze. Questo mi ha permesso di vivere la mia carriera nel calcio e devo ringraziare soprattutto te, Claudio Ranieri”.
L’ex attaccante ha poi ricordato le difficili condizioni nelle quali il Cagliari si allenava in quegli anni, sottolineando quanto quell’esperienza sia stata importante per la sua crescita: “Ero abituato a un centro sportivo come la Pinetina, dove avevamo tutto, e mi sono ritrovato ad allenarmi al Poetto, vicino al mare, con un vento incredibile, un campo in terra battuta e gli spogliatoi in lamiera. È stata un’esperienza fantastica da raccontare ai giovani. Tante volte andavamo ad allenarci in un campo a cinque, in venti giocatori. È stata un’avventura che mi ha portato alla realtà dei fatti e mi ha fatto vivere emozioni indimenticabili”.
Paolino ha infine commentato le recenti vicende della Nazionale, affidando proprio a Ranieri la speranza di avviare un cambiamento: “È stato un pasticcio Italia. Secondo me Malagò ha commesso un errore grandissimo nella comunicazione e sembra che non si vogliano cambiare le cose. Spero che Claudio Ranieri porti un po’ di vero e sano professionismo italiano. Ci credo, anche se dovesse arrivare Zola. Grazie mister: sei e sarai sempre per me un grandissimo allenatore e, soprattutto, un grandissimo uomo”.
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