Sabatini: "Il ct dovrebbe essere scelto dal presidente della Federcalcio"
Il passaggio dal campo alla panchina non è sempre immediato. A sottolinearlo è Sandro Sabatini, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, che ha analizzato il rapporto tra il passato da calciatore e il ruolo di tecnico o dirigente.
“Un ex grande giocatore non è detto che faccia giocare la propria squadra a sua immagine e somiglianza. Calciatore e allenatore sono due mestieri diversi”, ha dichiarato Sabatini, evidenziando come le competenze richieste cambino profondamente tra le due professioni.
Il commento su Maldini
Nel corso dell’intervento, il giornalista ha parlato anche di Paolo Maldini e del suo percorso dopo l’addio al calcio giocato. Sabatini ha ricordato il periodo dell’ex capitano rossonero al Milan, sottolineando il valore del ciclo vissuto dal club, ma distinguendo il ruolo di dirigente da quello di calciatore.
“L'ex rossonero è stato alcune stagioni al Milan con un ciclo anche vincente. Oggi Maldini è il presidente del Club Italia, che è un ruolo diverso”, ha spiegato.
La scelta del commissario tecnico
Secondo Sabatini, la scelta del commissario tecnico della Nazionale dovrebbe seguire un percorso differente: “A mio avviso, il ct dovrebbe essere scelto dal presidente della Federcalcio. Oggi il ct invece lo sceglia il dt, Maldini, che ha scelto anche Leonardo come advisor”.
Le perplessità su Pirlo
Sabatini ha espresso il suo punto di vista anche su Andrea Pirlo e sull’ipotesi di un futuro da commissario tecnico: “Pirlo è un grande conoscitore di calcio ed è un grande ex calciatore, per il momento però non è un grande allenatore. E io qualche perplessità ce l'ho”.
Un giudizio che riapre il dibattito sul percorso degli ex campioni del calcio mondiale chiamati a ricoprire ruoli di responsabilità tecnica.
