Tancredi Palmeri: "Allegri crede nello scudetto: la missione Milan fino al derby e la tensione per non farcela"
Il giornalista Tancredi Palmeri si è soffermato sulla rincorsa Scudetto di Max Allegri nel suo editoriale per Sportitalia.com. Le sue considerazionI: "
"La tensione di Milan-Como e del post si spiega in tante maniere.
Diversi livelli di lettura che non escludono gli altri ma dimostrano come andando più in profondità le ragioni si facciano più radicate.
Il primo è la frustrazione del Milan per i due punti persi: la serie di 24 partite imbattuto è clamorosa e non dovrebbe essere assolutamente data per scontata, ma l’acquolina aumenta all’aumentare della serie, per questo quasi non viene accettato un pareggio contro in verità una delle due squadre che giocano meglio in Italia, contro cui non vincere dunque non sarebbe minimamente un delitto.
Il secondo livello è che il gioco del Milan è tutt’altro che spumeggiante per usare un eufemismo: per carità non bisogna cadere nello stereotipo allegriano, e per carità va sicuramente migliorando, ma nel complesso come produzione e capacità di imporsi il Milan tutto sembra tranne una squadra né che lotta per lo scudetto né per la Champions. Ma come ha dimostrato il Napoli di Conte l’anno scorso, si può primeggiare anche con altre doti, come intensità e spirito di squadra, e qualora la contingenza lo permetta – come giocare senza coppe – allora si può andare anche oltre il proprio livello. E quindi si capisce che andare in gol costi anche più sforzo del normale, dunque bisogna ottimizzare tutto.
Il terzo livello è ovviamente le scorie pregresse tra Allegri e Fabregas. E’ evidente che i precedenti commenti del catalano sul vincere 9 volte su 10 la partita dell’andata non siano andati giù a Max, che era desideroso di impartire una nuova lezione e invece si è fatto impacchettare da un Fabregas d’improvviso più pragmatico. E nonostante l’assurda scorrettezza di Fabregas in campo, tuttavia l’attacco a caldo del post gara – un a caldo a freddo…- non evidenziano altro che la mancanza di tranquillità di Allegri in questo specifico corpo a corpo, piuttosto inusuale per lui che di solito è quello che fa uscire gli altri di senno.
Ma il livello di lettura più profondo e radicato è che quello spazientirsi in campo e fuori di Allegri, la reazione smodata del Milan nel reclamare con i vertici arbitrali dopo una partita in cui sì manca l’espulsione di Fabregas, ma sei stato graziato del secondo giallo a Saelemaekers che avrebbe influito sulla partita, beh sono tutti fattori che evidenziano come il Milan nella sua interezza sia ossessionato dal pensiero stupendo dello scudetto, sull’esempio proprio di quanto fatto l’anno scorso dal Napoli di Conte. Non si spiega altrimenti questo improvviso nervosismo immotivato, perché al Milan le cose stanno andando così bene che l’ultima squadra che avrebbe motivo di spazientirsi con gli eventi è proprio quella rossonera. Ma evidentemente non è il solido +8 sulla Champions che è nella testa nel Milan, ma quel -7 a cui ci si è allungati dall’Inter.
E altro che rassegnazione: la reazione veemente a un normalissimo pareggio denota proprio come Milanello sia furiosamente concentrata nello sferrare l’attacco allo scudetto nel derby del 7 marzo, e vedere saltare i piani dell’arrivarci con un vantaggio che si dilati ha scoperto una improvvisa tensione per non farcela e lasciarsi sfuggire un’occasione unica.
Allegri crede fermamente nello scudetto e così i suoi giocatori, convinti di poter replicare il trionfo nel derby.
Non a caso nella giornata di venerdì le informazioni sull’infortunio di Lautaro hanno provocato più dibattito quasi tra i milanisti che tra gli interisti, proprio perché la sua assenza nel derby sarebbe un mattone importante per la rimonta del Milan, una rincorsa allo scudetto a cui anche i tifosi vogliono credere.
Allegri proietta il Milan verso lo scudetto: non crederci e non fare di tutto per riuscirci è il primo motivo per far perdere la calma".