Trent'anni senza Gianni Brera, il cronista-poeta dello sport: si deve a lui il soprannome "Rombo di tuono"

Trent'anni senza Gianni Brera, il cronista-poeta dello sport: si deve a lui il soprannome "Rombo di tuono"TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 19 dicembre 2022, 16:00Approfondimenti
di Martina Musu

Nel lontano 1945 approdò alla Gazzetta dello Sport un giovane trentenne di nome Gianni Brera che dopo qualche anno assunse la direzione del giornale

All’inizio della sua avventura all’interno della Rosea Brera si occupa esclusivamente di atletica e ciclismo. Nel 1949 viene inviato al seguito del Tour de France e le sue cronache, unite ai successi di Coppi e Bartali, portano il giornale a vendere copie in numero mai visto.

Successivamente iniziò a occuparsi con continuità di calcio, fino a diventarne il massimo opinion leader italiano sul mondo del pallone. La novità di Gianni Brera è nel suo linguaggio rappresentativo e realistico con il quale riesce a presentare la scena come se si stesse svolgendo davanti agli occhi di chi legge. Conia una serie di soprannomi originali col quale nei suoi articoli etichetta i calciatori. Proprio Brera assegna per la prima volta Bonimba a Roberto Boninsegna o Rombo di Tuono a Luigi Riva, detto Gigi. Il soprannome l’Abatino, cucito addosso a Gianni Rivera è stato uno dei più azzeccati e che rimase incollato al Gianni rossonero per molto tempo. L’Abatino, piccolo abate, a sottolineare l’atteggiamento sempre “senza peccato” del Rivera fuoricampo e la pochezza fisica del Rivera in campo.

"Devo a Brera se il mio nome è stato consegnato alla storia del calcio”. Così l’attaccante che il giornalista soprannominò, già ai tempi del Cagliari, “Bonimba”, sintesi di Boninsegna e Bagonghi, un nano, che si esibiva al Circo Togni.

Esattamente il 19 dicembre di trent'anni fa, nel 1992, mentre Brera viaggiava sulla sua auto tra Codogno a Casalpusterlengo dopo una cena tra amici, un altro veicolo a grande velocità sbandò invadendo la corsia opposta colpendo l'auto di Brera che morì sul colpo insieme alle atre due persone che viaggiavano con lui.

Il giornalista e scrittore era nato l’8 settembre 1913 a San Zenone al Po (Pavia). Grazie alla sua inventiva e alla sua padronanza della lingua italiana, ha lasciato una profonda impronta sul giornalismo sportivo italiano del XX secolo.