Mina nel mirino di Balzarini: "È un modo di fare non sportivo"
Le discussioni nate dopo Cagliari-Juventus continuano a far parlare. Gianni Balzarini, intervenuto sul proprio canale YouTube, ha analizzato il comportamento di Yerry Mina durante la partita, concentrandosi soprattutto sulle provocazioni e sulle reazioni dei giocatori bianconeri.
Le parole di Balzarini su Mina
"L'atteggiamento di Mina, lo abbiamo già visto nelle partite contro la Juve, ma probabilmente fa così in tutte. Io non seguo le partite del Cagliari, si definisce un leader, ma io non ho visto rossi, non ho visto gialli. Ma non è quello il discorso, non è il discorso relativo a un fallo o un non fallo che si fa. Il discorso è quello della provocazione. Sappiamo che è fatto così, da anni è fatto così. L'unico che si prese una vera soddisfazione nei suoi confronti fu due anni fa, Vlahovic, quando sfruttò un suo errato passaggio, partì e andò a segnare, colui che non riuscì a riprenderlo. L'unico che si è preso la soddisfazione su questo giocatore del Cagliari. Lui si sente il leader di questa squadra. E allora parolette, paroline, spintarelle, calcetti, tutto per innervosire. Ha cominciato subito con Kolo Muani, lo ha fatto con Douglas Louis, l'ha fatto poi appena lo tocchi si butta giù eccetera. È un modo di fare non sportivo sicuramente, ma in quel momento lì non condannabile. E allora, faccio mia l'osservazione che ha fatto il collega Guido Vaciago, direttore di Tutto Sport. Ai tempi di Montero Mina avrebbe fatto questo? Non lo so. Anzi lo so, perché al primo accenno di un comportamento di questo genere sarebbe stato tra virgolette messo a posto a parole come avvertimento da Montero. Lo avrebbero fatto anche Barzagli, Bonucci, Chiellini, lo avrebbero fatto persone che in quel momento lì andavano a difendere la dignità di una squadra minacciata, tra virgolette, dal comportamento del giocatore in questione. In campo si dicono tante cose, molte più di quanto voi pensiate, ma in campo vige anche la norma del della richiesta di rispetto. Se qualcuno ti manca di rispetto si comincia con le parole. Poi se tu mi dai la gomitatina, il calcettino, eccetera, io te li rido indietro in modo tale che tu capisci che con me non attacca. E' una legge non scritta, ma è un comportamento abbastanza diffuso. Io credo che con giocatori di questo tipo Mina non avrebbe fatto certe cose, non avrebbe detto certe cose. Ma qui sta il punto. Ci sono giocatori che si prendono la briga, a nome della squadra di difendere, la dignità della propria squadra, di difendere i propri colori. Ma non perché non vogliano, perché non ci arrivano. E perché non ci arrivano? Perché non sentono questo senso di appartenenza. Siamo sempre lì".
