Qui Parma - Cuesta: "Tutti i nostri pensieri sono con Trepy. Vogliamo i tre punti"

Qui Parma - Cuesta: "Tutti i nostri pensieri sono con Trepy. Vogliamo i tre punti"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:30Avversari
di Paola Pascalis
Carlos Cuesta presenta Parma-Cagliari: il tecnico pensa a Yael Trepy, parla del mercato aperto e chiede ai suoi di iniziare il campionato con fiducia.

Carlos Cuesta ha parlato a Sky Sport dal centro sportivo del Parma a Collecchio alla vigilia dell'esordio in campionato. La prima giornata vedrà i gialloblù affrontare il Cagliari, una sfida preceduta dalle difficili notizie riguardanti Yael Trepy: "Tutti i nostri pensieri sono con Trepy, speriamo che stia meglio possibile: diamo forza alla famiglia e al club di fronte a una situazione molto difficile".

Parma, Cuesta: “Vogliamo regalare i primi tre punti ai nostri tifosi”

Il tecnico spagnolo ha poi fatto il punto sulle condizioni con cui il Parma si presenta al debutto, sottolineando quanto sia importante mantenere una linea precisa nonostante i cambiamenti legati al mercato: "Proveremo a essere più pronti possibile, ci sono però tanti cambiamenti e puoi dover mutare i piani in un giorno. Dobbiamo essere proattivi e avere una linea chiara sulla gestione della rosa, per tenere la competitività. Con l'atteggiamento giusto, che il bicchiere sia sempre mezzo pieno e di affrontare le situazioni come un'opportunità. Serve chiarezza su come vogliamo essere competitivi, sabato vogliamo provare a regalare i primi tre punti ai nostri tifosi, sapendo però che sarà difficilissima. Siamo fiduciosi e ottimisti, con voglia di fare il meglio".

Il mercato durante la stagione

Uno dei temi centrali della conferenza è stato il mercato ancora aperto a campionato già iniziato. Una situazione che Cuesta conosce bene e che impone alla squadra di adattarsi rapidamente alle possibili modifiche dell'organico: "Sapendo che questa è la nostra realtà. E che vale per tutti. Il mercato è aperto durante le competizioni, come ogni anno, è una cosa che fa parte del mestiere. Possiamo solo avere delle linee guida molto chiare e provare ad accelerare il processo di inserimento dei nuovi acquisti, perché si possano adattare meglio possibile loro a noi, ma anche noi a loro. In questo equilibrio, sapere come essere competitivi e focalizzarsi un po' di più sul concreto. Quando tutto sarà chiuso e definitivo, possiamo fare piani di sviluppo per il futuro. Ma abbiamo chiara la nostra identità, da squadra compatta e in crescita, che sia capace di fare bene più cose. Continuiamo a lavorare per farci trovare pronto sabato".

Cuesta e le poche certezze del mercato

L'allenatore del Parma ha ammesso che avrebbe preferito maggiore stabilità, pur riconoscendo che la situazione fa parte del calcio moderno e non può essere modificata da chi siede in panchina: "Non posso cambiarlo, credo che ogni allenatore vorrebbe certezze. E in una situazione del genere, ne hai meno: sapendo che esiste però devi affrontarla. Qui per me c'è il lavoro di tutti. E dico per prima la società che ha programmi e visione molto chiari, con persone molto competenti in diversi posti. E poi giocatori super disponibili, con voglia di crescere, un settore giovanile che aiuta e uno staff che dà il massimo per dare il proprio contributo. Non è che non mi piaccia parlare di mercato, è che non lo sento come il mio ruolo: quello è allenare e permettere che la squadra faccia prestazioni importanti e che i ragazzi si sviluppino e diano un contributo al collettivo e alla societa. La storia continua, abbiamo giocatori pronti ad impattare, dovremo essere bravi a inserirli. La vedo come una cosa naturale".

Il secondo anno a Parma

Per Cuesta sta per iniziare la seconda stagione alla guida del Parma. Il tecnico ha raccontato anche le sensazioni con cui affronta un nuovo campionato, indicando nella paura un sentimento che può trasformarsi in uno stimolo positivo.

"La paura c'è sempre, ma per me è positiva. Le cose dipende come le usi: la paura ti fa stare all'erta, avere più voglia di prepararsi e di pensare, valutando le possibili conseguenze. Non deve diventare un limite, la preoccupazione: voglio vedere una squadra che gioca bene, che è competitiva, vince le partite e può rendere orgogliosa i propri tifosi e dipendenti. Lavoriamo tantissimo, siamo dei privilegiati a essere qua e dobbiamo continuare a impegnarci".