Luciano De Paola: "Il Cagliari, considerate le tante incognite di inizio stagione, ha fatto un campionato strepitoso. Ora prenderei un attaccante e un centrocampista qualitativo: al Mondiale sto ammirando tanti prospetti talentuosi e futuribili"
L’ex mediano infaticabile del Cagliari “ranieriano” Luciano De Paola, intervistato da Tuttocagliari.net, definisce “strepitoso” il campionato dei rossoblù, coronato da una convincente salvezza “che d’altronde, salvo rarissime eccezioni, nella storia del club isolano è sempre stata il principale obiettivo da conseguire in serie A”.
Luciano, tirando le somme come valuta globalmente la stagione di Caprile e compagni, chiusa a quota 43 punti e al quattordicesimo posto in classifica?
“Nonostante le incognite a inizio stagione fossero tante, a partire da un allenatore che esordiva in serie A per proseguire con un organico composto da molti elementi qualitativi ma estremamente giovani, alla fine il Cagliari ha fatto un campionato strepitoso. La salvezza, ottenuta con relativa comodità, è stata un importante punto d’arrivo. D’altronde i rossoblù nella loro storia ultracentenaria, con la sola eccezione degli anni d’oro di Gigi Riva e dei successi giunti a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, hanno sempre e solo lottato per conservare la serie A.”
Come spiega il fatto che i sardi abbiano sfoderato le loro migliori prestazioni proprio contro alcune delle avversarie più forti e attrezzate, mentre con le parigrado hanno spesso stentato e perso punti pesanti?
“È presto detto: quando affronti le big sai perfettamente, ancora prima di scendere in campo, che la sfida sarà tosta e probante, quindi ci metti più cazzimma, più attenzione e più determinazione. Al contrario, se l’avversario è abbordabile sei più portato - anche inconsciamente - a rilassarti e ad allentare la tensione, finendo a volte per subire gol evitabili e per allargare troppo le maglie della difesa. È proprio una questione psicologica, legata all’approccio mentale al match.”
Quest’anno il Cagliari è spesso mancato in fase realizzativa: non a caso il capocannoniere stagionale, Sebastiano Esposito, in campionato ha segnato appena 7 reti. Come si può colmare questa lacuna? Meglio investire su un attaccante di sicuro affidamento o dare più fosforo al centrocampo, in modo da migliorare la qualità del gioco corale?
“Io penso che un attaccante forte e di categoria con il gol nel sangue vada assolutamente messo a disposizione di Pisacane. Anche straniero, non importa la provenienza. Ma poi in mezzo al campo servono giocatori di qualità che sappiano innescare le punte, specie se Gaetano dovesse effettivamente partire. Se alla fine la lunga trattativa con l’Atalanta andasse in porto bisognerebbe correre subito ai ripari. A tal proposito devo dire che in questi Mondiali ho visto in azione parecchi centrocampisti forti e tecnicamente dotati che, in quanto giovani, non dovrebbero costare tanto. Dal momento che l’aspetto economico per il Cagliari è una discriminante decisiva andrei a pescare tra le squadre che stanno partecipando alla rassegna iridata, cercando di portare a casa a basso costo dei prospetti futuribili ma talentuosi. Ad esempio mi è balzata all’occhio una mezzala della Costa D’Avorio, di cui adesso purtroppo non ricordo il nome, che non ha nemmeno vent’anni e che sta mettendo in mostra grandi qualità tecniche e atletiche. Ecco, sono queste le occasioni che il Cagliari, attraverso la sua rete di scouter, non deve lasciarsi sfuggire.”
