Tiziano De Patre: "Il Cagliari deve trattenere a tutti i costi Sebastiano Esposito: è troppo importante nell'economia del gioco della squadra. Romano e Kofler sono validissimi, ma servono anche elementi di comprovata esperienza"
L’ex centrocampista del Cagliari Tiziano De Patre, intervistato da Tuttocagliari.net, sottolinea la necessità di “trattenere a tutti i costi Sebastiano Esposito: si tratta di un giocatore troppo importante per il Cagliari”.
Tiziano, come giudica i nuovi acquisti del Cagliari, da Romano a Fazzini?
“Innanzitutto lasciatemi dire che Gianluca Gaetano l’anno scorso aveva fatto benissimo come play: assegnargli il ruolo di regista davanti alla difesa è stata una grande intuizione di Fabio Pisacane. Sarà molto difficile rimpiazzarlo. Anche Alessandro Romano è un play: ha grande fisicità e buona tecnica. Non è molto veloce, ma possiede qualità e un ottimo calcio. Stiamo però parlando di un ragazzo giovane: affidargli subito le chiavi del centrocampo rossoblù sarebbe complicato. Penso che andrà inserito gradualmente: inizialmente il regista del Cagliari - e l’erede di Gaetano - dovrebbe essere Winks.
Jacopo Fazzini è un buon elemento: gioca sottopunta e può fare anche l’esterno d’attacco. In ogni caso a Pisacane serve gente d’esperienza: solo con i giovani non vai da nessuna parte. Per Raphael Kofler vale lo stesso discorso fatto per Romano: in prospettiva è un ottimo acquisto e l’anno scorso si è distinto come uno dei migliori profili della serie B. Tra l’altro è versatile, perché può fungere sia da terzino che da centrale difensivo. Ma attenzione: in serie A si pratica un altro sport rispetto alla cadetteria.”
Che idea si è fatto della querelle-Sebastiano Esposito?
“Secondo me Esposito va trattenuto a tutti i costi. L’anno scorso ha dimostrato di avere grande qualità. Certo, là davanti potrebbe essere l’anno buono di un talento come Mendy, ma anche lui è troppo giovane: in serie A ci vogliono delle certezze. Penso anche a Felici, che stava crescendo esponenzialmente prima di infortunarsi. Insomma, la rosa è già abbastanza competitiva, ma mancano ancora diversi tasselli. Un altro leader che deve assolutamente restare è Yerry Mina, proprio per quel discorso che facevo prima sull’importanza di avere in organico giocatori affermati che siano in grado di guidare in campo i più giovani.”
