Aresti: "A Savona si sta da Dio, sembra la Sardegna. Stimo Agazzi, ma il mio idolo è un altro..."

Aresti: "A Savona si sta da Dio, sembra la Sardegna. Stimo Agazzi, ma il mio idolo è un altro..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
martedì 30 ottobre 2012, 17:24Ex rossoblù
di Fabio Frongia

Ai microfoni di Tuttolegapro.com, il portiere del Savona Simone Aresti ha parlato dello straordinario momento personale e della cavalcata intrapresa dalla squadra ligure. Allenata da Ninni Corda, nuorese che da anni fa le fortune di molte squadre di Lega Pro in attesa del grande salto, il Savona è colonia sarda per eccellenza. Di cui Aresti, autore di due gol lo scorso anno e protagonista due giorni fa con un rigore parato, è leader indiscusso.

 

Di seguito, riportiamo il contenuto integrale dell'intervista realizzata dai colleghi di tuttolegapro.com.

“Non dovevo giocare – racconta -. Sono salito sul pullman sabato e avevo male. Ma domenica mattina ho parlato coi mister ed eravamo d’accordo: un infiltrazione e gioco! Troppo importante l’appuntamento: c’era da soffrire, pur di stare vicino alla squadra”.

“Eppure non ho sofferto più di tanto – continua -. L’adrenalina fa miracoli; la trance agonistica non ti fa accorgere se hai male. E’ andata bene: perché il dolore alla fine non è aumentato e perché loro non hanno mai tirato dalla parte dove potevo avere più problemi; nell’unico caso capitato, ho preferito uscire di piede”.

Dopo l’esordio in serie A, sempre un infortunio alla spalla ha messo a rischio la tua carriera…
“E’ vero, è stato un momento brutto. Sono stato fermo un anno e ho pensato anche di smettere. Ringrazierò tutta la vita mister Corda che mi ha dato fiducia. Mi ha fatto tornare la voglia di giocare, di rimettermi in gioco. Di dimostrare che sì, potevo ancora esprimermi ad alti livelli. Mai arrendersi: ecco l’insegnamento più grande”.


L’anno scorso Aresti è salito alla ribalta per aver segnato due gol. Con l’Alessandria ha parato il primo rigore in carriera. Qual è stata l’emozione più forte.“Domanda da un milione di dollari (ride, n.d.r.). Me l’hanno chiesto anche tanti amici. Certo, segnare è un evento straordinario. Ma non è mio compito: io devo evitare che l’avversario faccia gol. Per questo sono più legato al rigore parato: perché ho fatto il mio dovere ed è stata forse una parata decisiva, in un match importante e di fronte a tanta gente”.

Molti dicono che assomigli ad Agazzi, portiere del Cagliari…
“Vero anche questo. In più, io ammiro tantissimo Achille Coser: ha trent’anni ed è attualmente l’estremo difensore del Vicenza. E’ spettacolare vederlo giocare. Un gatto. Esplosivo. Uno alla Frey, per intenderci”.


In estate è arrivato il rinnovo del contratto. Aresti fa parte del nuovo corso del Savona.“E ne sono felicissimo. A Savona si sta da Dio. C’è il mare e ricorda la Sardegna. E poi mi sono trovato benissimo coi liguri. Dicono che sono tirchi, ma è una fesseria: è gente generosa, con la quale riesci ad instaurare rapporti profondi. A Braglia e Corda avevo dato la mia parola l’anno scorso, dopo il match col Lecco che è valso la salvezza: rimango! Il progetto è interessante e la società è solidissima. Non ci hanno chiesto di vincere subito: partiamo da una tranquilla salvezza e poi potremo costruire qualcosa di più importante. Siamo solo all’inizio…”.