Pinardi ha il Cagliari nel mirino: "Sto vivendo un'altra giovinezza..."
Alex Pinardi è pronto. Il centrocampista del Novara si è mostrato in forma smagliante all'avvio del campionato, giocando una grande partita contro il Chievo. Così può cominciare a mettere nel mirino il Cagliari, che sicuramente non gli evoca ricordi dolci, vista la breve e incolore esperienza maturata nei primi sei mesi della scorsa stagione.
L'ex promessa del vivaio atalantino ha parlato del suo stato di forma ai microfoni di bresciaoggi.it. E a chi gli prospetta un paragone con Pirlo risponde con fermezza: "Pirlo è un'altra cosa. Lo conosco, ho avuto la fortuna di giocare con lui qualche partita nell'under 21. In Italia non ha rivali, nel mondo è tra i primi tre insieme a Xavi e Iniesta. Io avrei voluto vedere Pirlo ancora in rossonero. Sono milanista. E non lo avei ceduto per nessuna ragione".
Poi è tempo di parlare di presente. I guai fisici e la sfortuna dell'anno passato sono alle spalle. Pinardi vuole riprendersi la Serie A, che pareva spettargli di diritto dopo gli esordi bergamaschi. "Lo scorso anno ho giocato poco sia nei 6 mesi a Cagliari sia nella seconda parte di stagione a Novara. Ma adesso sto bene, sto vivendo un'altra giovinezza. Ho fatto tutta la preparazione, in Coppa Italia ho segnato e l'esordio a Verona è stato soddisfacente, anche se all'inizio ce la siamo vista brutta: dopo 4 minuti al primo errore siamo stati puniti. Stavamo ancora sognando, ci siamo svegliati bruscamente. Per fortuna, dopo il secondo gol del Chievo, siamo tornati subito in partita. E dopo il 2-2 alla fine si poteva vincere".
Prodotto del florido viviaio atalantino, Pinardi non dimentica di rivendicare il suo amore per gli odiati rivali bresciani. "Il Brescia? Ho sempre tifato per i lombardi, un paio di volte sono stato vicino al trasferimento, ma non se n'è mai fatto nulla. Ogni sabato vedo le partite del Brescia e in serie B è raro trovare una squadra che gioca così bene. Nel campionato di quest'anno, per la qualità della manovra, il Brescia non ha rivali. E il merito è di Scienza. Non lo conoscevo. È stato bravo a creare subito il gruppo, a riportare l'entusiasmo nella piazza. Speriamo in bene".
