Rastelli: "Conte mi colpì per mentalità. Pisacane? Soddisfatto del suo lavoro a Cagliari"

Rastelli: "Conte mi colpì per mentalità. Pisacane? Soddisfatto del suo lavoro a Cagliari"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 12:30Ex rossoblù
di Giorgia Zuddas

Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Il Mattino, Massimo Rastelli ha ripercorso alcune tappe della sua carriera, soffermandosi in particolare sul rapporto con Antonio Conte e su Fabio Pisacane, oggi allenatore del Cagliari. Di seguito alcuni passaggi delle sue dichiarazioni:

Su Conte: "La personalità mi aveva colpito. Aveva già una mentalità vincente. Mi piaceva quel suo 4-2-4 molto offensivo e propositivo. Poi nel tempo si è ulteriormente evoluto e si è adattato ai calciatori. Ha cambiato tanti sistemi di gioco e lo stiamo vedendo anche a Napoli nei momenti di difficoltà. Allenava in serie C e aveva già la voglia di incidere. Vedevo come viveva la gara con grande passione e trasporto. (...) Dopo l’esonero a Cagliari avevo tanto tempo a disposizione e durante un viaggio a Londra gli chiesi di andare a vedere un allenamento del Chelsea. Non solo mi ospitò al campo ma mi fece avere anche due biglietti per me e mia moglie per assistere alla partita con il Norwich in FaCup".

Su Pisacane: "E' una bella soddisfazione vedere quello che sta facendo da allenatore a Cagliari. Era un ragazzo molto curioso e disponibile. Ti dava una grossa mano all’interno dello spogliatoio, il classico calciatore che ogni allenatore vorrebbe avere. Aveva una cura maniacale per gli allenamenti. Un giorno ho scoperto che segnava tutte le esercitazioni su un blocchetto e poi andava a rivedersi tutto. Erano segnali chiari di quello che pensava per il suo futuro. Rivedo in lui la grande aggressività e il lavoro tattico che facevo io soprattutto nella ricerca del dettaglio per mettere in difficoltà gli avversari. Ci siamo sentiti a inizio stagione e ci siamo visti a Coverciano durante un corso di aggiornamento. In quattro anni e mezzo insieme mi auguro abbia assorbito molto i miei pensieri, poi ognuno va per la sua strada".