Virdis: "Solo la Juve può perdere lo Scudetto, ma io tifo Milan. Nainggolan verso una big"
Una vita a brindare a suon di gol. Ora Pietro Paolo Virdis da Sindia vive a Milano, dove con la moglie Claudia ha aperto Il gusto di Virdis, un locale che nella città da bere ha saputo ritagliarsi il suo spazio. «Un’idea nata nel 2000», racconta l’ex bomber. «All’inizio era un punto vendita, ora è un ristorante.Vino e cucina italiani, soprattutto sardi». Tra un bicchiere di mirto e un piatto di cinghiale con polenta, Virdis passa tra i tavoli e parla di calcio.
«Il legame col pallone non si è interrotto. E resta l’amore per le mie squadre del cuore: Juventus, Milan e soprattutto Cagliari». Triplo ex, Virdis, con Juventus e Milan a giocarsi lo scudetto e il Cagliari che prova a fare il guastafeste per la Vecchia Signora. Quella Signora cui Virdis, nel ’77, disse no: «Un no dettato dalla giovane età e dalla mia volontà di restare a Cagliari. Il no di un ragazzo di vent’anni che era reduce dalla grande delusione della retrocessione in B e dello spareggio perso per tornare in A.Avrei voluto dare una mano per tornare in A. Ma non era più il grande Cagliari, non c’era più il sostegno del petrolio e la società doveva vendere». Virdis fu costretto a fare i bagagli e trasferirsi a Torino.
Tre campionati all’ombra della Mole, ma senza esplodere: «Per questo chiesi di tornare un anno a Cagliari, per ritrovarmi come giocatore». E così avvenne. Stagione 1980/81, Virdis si rimette il rossoblù sulle spalle, realizza 5 reti (di cui una proprio alla Juve, a Torino) e riparte di slancio: «Dovetti ringraziare ancora il Cagliari, che dopo avermi lanciato nel grande calcio, mi fece rinascere». Una buona stagione ancora alla Juve, poi l’Udinese e infine i fasti del Milan, quello di Sacchi e gli olandesi, con cui vince tutto. Il bomber coi baffi diventa un idolo tra i tulipani, prima di chiudere a Lecce.
«Solo la Juve può perdere questo scudetto. Giocherà con un Cagliari già salvo e senza grandi tensioni. Questa Juve sta andando benissimo, ma non deve ripetere errori come quello commesso col Lecce». Un punto sotto c’è il Milan: «I rossoneri devono solo vincere e sperare in un passo falso. Non sarà facile, perché l’Inter si giocherà tutto per far perdere lo scudetto ai cugini proprio nel derby».
In questi giochi di potere, il Cagliari proverà a vivere una sera da leone: «Il mio Cagliari quest’anno ha sofferto tanto ma ha ottenuto la salvezza e per questo faccio i complimenti a Cellino. Mi piace Pinilla, oltre a Cossu e Conti, un giocatore fondamentale. E poi quel ragazzo, Nainggolan, che presto prenderà il volo verso una grande».
Una squadra, un vino: «Facile per la Juve, un Barolo. La Lombardia non è terra di grandi vini e allora paragonerei il Milan a un Turriga sardo. Il Cagliari? L’orgoglio della Sardegna, una società vivace: un ottimo Cannonau».
Il pronostico dell’esperto: «La Juve ha un punto in più e resta la grande favorita, se non farà danni». Ma anche gli esperti hanno un cuore: «L’esperienza al Milan è quella più positiva, ci arrivai maturo, non ebbi problemi di inserimento. Alla Juve ero giovane e la società non ebbe fiducia in me: il cuore non è diviso a metà, ma il 60% si schiera col Milan e il 40 con la Juve».
