Spalleti a DAZN: "Il Cagliari ha fatto vedere quanti punti ha, che gioca un buon calcio, per cui bisogna avere fin da subito le antenne dritte"
Nel pre-gara della sfida tra Cagliari e Juventus, il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di DAZN. Queste le sue dichiarazioni:
Mister, glielo chiedo perché ne ha parlato ieri lei in conferenza stampa, citando la partita dell'anno scorso. È uno spunto anche emotivo quella partita lì, una partita forse simbolo delle difficoltà che aveva la Juve nell'aprire certe scatole. È stato necessario ricordarla alla squadra, ne ha parlato oppure no? "In questo caso è chiaro che si va a fare una sintesi anche di quello che è successo, perché poi abbiamo incontrato delle difficoltà dopo questa sconfitta qui e vorremmo essere pronti affinché non avvenisse. Però ci sono delle cose che accadono e delle cose che cerco che accadano, voglio che accadano. E questa qui è una partita dove dobbiamo andare a mettere mano noi, perché sennò poi diventa un cliente scomodo. Il Cagliari ha fatto vedere quanti punti ha, che gioca un buon calcio, per cui bisogna avere fin da subito le antenne dritte".
Ieri in conferenza ha rinforzato psicologicamente l'interpretazione del ruolo di Kolo Muani, come per dire: gioca come sai, con le tue caratteristiche, anzi stai troppo lì. Allora ti chiedo: a che punto è l'associazione della squadra alle caratteristiche di questo tipo di attaccante di riferimento che avete, nell'andare a riempire l'area, nell'associarsi a come si muove lui? "Sì, sennò c'è il rischio che lui poi rimanga troppo, troppo marcabile. Lui non è il calciatore che sta lì e che fa la boa per gli avversari e che dà il riferimento delle spalle ai difensori dell'altra squadra. Lui è uno di quelli a cui piace venire a palleggiare, andarsi a creare quello spazio, perché una delle sue qualità è la velocità, è l'inserimento quando meno te l'aspetti, è l'attacco dello spazio. Lui va a guadagnarsi ogni tanto metri che non esistono, che non si vedono, per cui quella è la sua qualità e voglio che rimanga tranquillo di poterla mettere in pratica".
Ieri, in riferimento a Douglas Luiz, hai detto una frase che personalmente mi è piaciuta tantissimo, cioè che i grandi registi rendono gli allenatori meno pazzi. E i giocatori che sembravano un po' fuori, invece, rinnovano il contratto e fanno cento ruoli dentro una partita. Parlo di Nico Gonzalez: come rendono gli allenatori? "Diventa tutto più facile, perché basta che tu gli metta a disposizione un pezzo di campo e loro vanno a lasciare impronte ovunque su questo pezzo di campo. Nico ha quella fame, quella volontà, quella cattiveria agonistica che poi riesce a portare a casa quello che vuole dal calcio. Alcuni sperano che succeda e lo vanno a incontrare non mettendoci mano, invece lui, a tutto ciò che gli capita, lo va a determinare".
