Bari e il caso Caprile, Bellinazzo: “Il valore di un calciatore non è una scienza esatta”
La richiesta di liquidazione giudiziale presentata dalla Procura di Bari nei confronti della SSC Bari continua a far discutere. Sul tema è intervenuto Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, che ha analizzato la vicenda in un’intervista concessa al Corriere del Mezzogiorno. Al centro delle sue riflessioni c’è anche il caso legato a Elia Caprile, portiere trasferitosi dal Bari al Napoli e successivamente protagonista di importanti movimenti di mercato.
Bellinazzo sul possibile dissesto del Bari
Secondo Bellinazzo, la situazione economica contestata al club pugliese deve essere letta nel contesto generale del calcio italiano, soprattutto nelle categorie inferiori: "Mi sembra molto complessa la macchina accusatoria. Se il tema fosse il deficit strutturale, bisognerebbe mettere sotto inchiesta per bancarotta almeno il 90% delle società di calcio professionistiche italiane, soprattutto in serie B e C. Il club ha usato norme Covid per rinviare le perdite al 2026, rivalutando il marchio e immettendo capitale. Per questo fatico a comprendere l’ipotesi di bancarotta fraudolenta".
Il nodo Caprile e la questione delle plusvalenze
Uno dei punti principali dell’inchiesta riguarda la gestione del trasferimento di Caprile. Bellinazzo ha spiegato di non ritenere chiaro il collegamento tra l’operazione e un’eventuale responsabilità della società.
"Tutto sembra ruotare intorno a Caprile. Non esiste un obbligo contrattuale, nemmeno infragruppo, di prevedere una quota sulle plusvalenze; né un meccanismo che attribuisca minusvalenze alla società cedente se il calciatore non rende. Il valore di un giocatore non è scientifico: non è una quotazione di Borsa".
