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Un mirto con... Roberto Quagliozzi: "L'anno scorso abbiamo perso inopinatamente alcune partite casalinghe contro avversari di livello inferiore: per questo motivo siamo arrivati a fine stagione con l'acqua alla gola"

Un mirto con... Roberto Quagliozzi: "L'anno scorso abbiamo perso inopinatamente alcune partite casalinghe contro avversari di livello inferiore: per questo motivo siamo arrivati a fine stagione con l'acqua alla gola"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:17Un mirto con...
di Matteo Bordiga

Roberto Quagliozzi, ex veterano del Cagliari tra gli anni ’70 e gli anni ’80, ai microfoni di Tuttocagliari.net esprime il suo giudizio sull’undici di Fabio Pisacane, che nello scorso campionato si è salvato raggiungendo quota 43 punti. Inoltre Quagliozzi non manca di rivolgere lo sguardo alla stagione ventura, nella quale i rossoblù saranno chiamati a trovare maggiore continuità di rendimento “soprattutto contro le squadre medio-piccole”.

Roberto, che impressione le ha fatto l’anno scorso il Cagliari allenato dal debuttante Fabio Pisacane?

“Io credo che i rossoblù avrebbero potuto fare qualche punto in più, soprattutto vincendo alcune partite casalinghe decisamente abbordabili che invece hanno perso malamente. Proprio per via di queste sconfitte impreviste siamo arrivati a fine stagione con l’acqua alla gola. Del resto sono anni che soffriamo fino all’ultimissima giornata e ci salviamo per il rotto della cuffia. Ripeto, all’Unipol Domus abbiamo fatto zero punti contro avversari oggettivamente inferiori. Io spero che nel prossimo campionato Pisacane, con la dote preziosa di un anno di esperienza in serie A, possa fare ancora meglio.”

Qual è stata secondo lei la qualità migliore del Cagliari nello scorso campionato e quale, invece, il difetto da correggere in prospettiva futura?

“I ragazzi sono stati molto bravi a fare gruppo e a compattarsi, creando un’atmosfera positiva e complice all’interno dello spogliatoio. L’unità di intenti è fondamentale per ottenere la salvezza: quando manca inevitabilmente retrocedi. Quello che invece non capisco, ma questa è una riflessione generale che abbraccia tutta la serie A e non soltanto il Cagliari, è perché in sede di campagna acquisti si debbano ingaggiare praticamente solo calciatori stranieri. Ci saranno delle ragioni economiche o gestionali, per carità, ma io faccio una gran fatica a comprenderle.”

Come e dove rinforzerebbe l’organico rossoblù?

“Serve una punta di alto livello, a prescindere dalla riconferma di Andrea Belotti. Al di là delle condizioni fisiche del Gallo, che dopo il grave infortunio dell’anno scorso restano comunque tutte da verificare, è fondamentale avere un’alternativa da impiegare nel corso della stagione, anche solo per una questione numerica. Ritoccherei inoltre la retroguardia: l’anno scorso abbiamo subito dei gol a dir poco assurdi a difesa schierata.”