Bergomi: “Romano mi incuriosisce. Dobbiamo sperimentare senza drammi”
Giuseppe Bergomi ha analizzato il momento del calcio italiano e le trasformazioni che stanno interessando il movimento. Nell'intervista concessa oggi al Corriere dello Sport, l'ex difensore si è soffermato anche sul nuovo corso della Nazionale e sui giovani che potrebbero trovare spazio nel gruppo di Roberto Mancini. Secondo Bergomi, l'attuale fase di rinnovamento rappresenta un passaggio già verificatosi in altre epoche del calcio italiano.
"È ciclico. Accadde pure dopo il Mondiale del 1974, quando arrivarono Bernardini, Bearzot e in campo i vari Gentile, Antognoni... Ora mi incuriosisce tanto Romano. Presto vedremo anche Pisilli e Favasuli. Dobbiamo sperimentare, magari accettando senza drammi anche la sconfitta in questa prima fase"
Bergomi e il progetto Como
Nel corso dell'intervista, Bergomi ha dedicato spazio anche al Como di Cesc Fabregas, una delle realtà che hanno attirato maggiormente l'attenzione nel campionato italiano: "II Como va valutato sul doppio impegno, però tiene incollati alla tv. In generale non c'è questa distanza tra l'Inter e le altre. Juve e Milan hanno il dovere di giocarsela, Roma e Napoli hanno lo status da grande".
Infine, l'ex calciatore ha espresso una posizione netta sul cambiamento dello stile arbitrale e sull'utilizzo della tecnologia nel calcio.
"Per me gli arbitri dovrebbero fischiare di più, sennò diventa rugby. E non si può pensare che il Var sparisca"
