Cagliari, Vittorio Sanna: "Romano? Si parte dal potenziale e si accetta che possa sbagliare. Lo dice anche Pisacane"
Il giornalista Vittorio Sanna, attraverso il suo consueto video pubblicato sui propri canali social, ha analizzato il caso di Alessandro Romano, soffermandosi sulle critiche ricevute dal giovane centrocampista del Cagliari dopo l'esordio con la Nazionale. Di seguito un estratto delle sue parole:
"L'ho scritto anche ieri nell'articolo che poi ho pubblicato con TuttoCagliari.net. Mi fa pensare il caso di Alessandro Romano, come ho detto già ieri, ai dottori di Pinocchio. Tutto quello che è successo somiglia al comportamento dei due personaggi nel racconto di Carlo Collodi: arrivano al capezzale, guardano il paziente per qualche secondo con fare deciso e autoritario, da veri dottori del calcio, e decidono subito la diagnosi. Romano ha 20 anni, ha giocato una partita difficilissima e chiaramente ha commesso degli errori. Improvvisamente, però, abbiamo iniziato a chiederci se avesse personalità, talento, carattere. Ma non dovrebbe essere proprio questo il momento in cui un ragazzo deve essere aiutato a crescere?
È un problema che vediamo continuamente nei settori giovanili. Un ragazzo sbaglia e noi non analizziamo più l'errore, analizziamo il ragazzo. Non diciamo: "Hai sbagliato questa cosa, vediamo come correggerla". Diciamo: "Non ha talento, è preferibile prenderne un altro". Così l'errore diventa una colpa e il ragazzo finisce per sentirla come tale, rischiando di compromettere il giusto atteggiamento nel proprio percorso di crescita. Gli adulti, invece, sono tranquilli, perché se il problema è lui non dobbiamo chiederci se abbiamo saputo accompagnarlo. Io penso esattamente il contrario. Il veterano dovrebbe avere più personalità del giovane, più capacità di leggere le difficoltà e dovrebbe aiutare chi arriva, perché l'esperienza dovrebbe produrre responsabilità e non potere. Invece, qualche volta, nel calcio succede l'esatto contrario: se bisogna spostare qualcuno, si sposta il giovane; se bisogna trovare un errore, si trova quello del giovane, perché è più facile correggere lui che fare un appunto a un leader affermato.
A Cagliari, invece, credo ci sia qualcosa di diverso. Lo abbiamo visto con tanti giocatori che si sono affermati, come Bellanova, Piccoli e Palestra. Probabilmente è quello che riusciremo a fare bene anche con Romano e Maldini. Si prova a partire dal potenziale del calciatore, non soltanto da ciò che ancora gli manca, e soprattutto si accetta che possa sbagliare. Pisacane, parlando di Romano, ha detto una cosa semplicissima: deve giocare tanto anche se sbaglia. Ecco, questa è cultura sportiva".
