Cecchi durissimo sul caso Esposito: "Se fai un buon campionato non puoi alzarti, andare via e mandare il certificato"

Cecchi durissimo sul caso Esposito: "Se fai un buon campionato non puoi alzarti, andare via e mandare il certificato"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 22:00News
di Vittorio Arba
Stefano Cecchi attacca Esposito sul caso Cagliari: no alla Nazionale per certi comportamenti e critica procuratori, aumenti richiesti e certificati medici.

Il giornalista Stefano Cecchi, intervenuto nel corso del Microfono Aperto di Radio Sportiva, ha commentato con toni molto duri il caso Sebastiano Esposito, schierandosi contro il comportamento dell’attaccante e criticando più in generale alcune dinamiche legate al mondo dei procuratori. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net:  “Io su questo sono tranchant. Occorre anche fare nomi e cognomi. Credo che quel tipo di comportamento faccia veramente tanti danni al calcio. È inaccettabile”.

Cecchi ha poi richiamato il vecchio codice etico introdotto da Cesare Prandelli in Nazionale: “Un tempo Prandelli fece un codice etico. Io non chiamerei in Nazionale chi ha determinati comportamenti. Fosse per me, chi si comporta come Esposito, ma anche come altri giocatori in situazioni simili, non lo convocherei”.

Entrando nello specifico della vicenda rossoblù, il giornalista ha aggiunto: “Ma vi sembra normale che un ragazzo bravo, certamente bravo, che lo scorso anno va a Cagliari, firma un contratto fino al 2030 e, siccome fa un buon campionato, buono ma non stratosferico, con sette gol, chieda l’aumento? Può essere anche legittimo chiederlo, ma se la società ti risponde che non è il caso, tu cosa fai? Ti alzi, vai via e mandi il certificato? Ma siamo impazziti tutti?”.

“Il problema è che troverà qualcuno disposto a pagarlo di più”

Secondo Cecchi, uno dei problemi del sistema calcio è rappresentato dal fatto che comportamenti del genere finiscano spesso per essere premiati: “Il problema è che purtroppo Esposito troverà qualcuno che gli darà lo stipendio che chiede. Questo è il dramma del calcio. Mi piacerebbe tantissimo che il mondo del calcio facesse una sorta di patto: quando ci sono queste situazioni, quel giocatore lo prendi, ma non gli dai più di quanto guadagnava prima. Possibile che il calcio ceda sempre a questi ricatti?”.

Il giornalista ha quindi fatto riferimento anche alla recente operazione che ha portato Gianluca Gaetano all’Atalanta: “Gaetano gioca bene? L’Atalanta lo vuole, lo paga e va via. Dov’è il problema? Il procuratore ha guadagnato anche in quell’operazione, non è che ci abbia rimesso”.

“Basta con i capricci trasformati in diritti”

Cecchi ha poi allargato il discorso al ruolo degli agenti: “Il mondo dei procuratori è composto nella maggioranza dei casi da persone perbene ed è necessario al calcio. Però, quando non si tratta più di difendere un diritto ma di difendere un privilegio o un capriccio, allora anche no. Non so se questo sia il caso specifico e quindi non mi avventuro, ma spesso capita che il giocatore venga spinto a fare casino per andare via, favorendo un nuovo trasferimento dal quale guadagna anche il procuratore. Dobbiamo dire basta a questo sistema”.

Infine, Cecchi si è messo nei panni del club e dei sostenitori rossoblù: “Io non tifo Cagliari, ma mi metto nei panni del dirigente e del tifoso cagliaritano, che comunque ha contribuito a far diventare Esposito un buon giocatore. Se non sei d’accordo con il club, mandi un certificato? Ma vi sembra normale?”.

Secondo il giornalista, sarebbe inoltre grave se dietro determinate rotture ci fosse già un altro club pronto ad accogliere il calciatore: “A volte hai la sensazione che certe cose succedano perché magari c’è già un’altra società che ti ha detto: ‘Non ti preoccupare, anche se rompi con loro vieni da noi’. Se fosse così, sarebbe inaccettabile”.

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