Giuffredi: "Giulini venga a smentirmi. Esposito voleva restare e avrebbe rinunciato anche a premi già maturati"

Giuffredi: "Giulini venga a smentirmi. Esposito voleva restare e avrebbe rinunciato anche a premi già maturati"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Serra
Oggi alle 21:00News
di Vittorio Arba
Giuffredi torna sul caso Esposito-Cagliari: accuse a Giulini, denuncia a Melis e conferma dell’offerta dell’Atalanta per l’attaccante rossoblù sul mercato.

Nuovo durissimo intervento di Mario Giuffredi sul caso Sebastiano Esposito. L’agente dell’attaccante del Cagliari è intervenuto ai microfoni di QSVS su Telelombardia, tornando sulla rottura con il club rossoblù e fornendo nuovi dettagli sulla vicenda. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net:

“Quando cambia lo status del calciatore si va a rivedere la situazione contrattuale. Se tu valuti un giocatore 20 milioni, è giusto che anche la situazione contrattuale venga allineata al valore patrimoniale che gli attribuisci”.

“Il permesso era stato accordato”

Il procuratore ha poi ribadito la propria versione sull’uscita di Esposito dal ritiro: “Il giocatore la stava iniziando a vivere male, era arrivato a un forte stato di stress emotivo. Ho chiesto tre giorni di permesso al direttore e all’allenatore e mi sono stati accordati verbalmente, in presenza del calciatore. Il 5 agosto sarebbe tornato regolarmente. Il giorno dopo mi hanno mandato la PEC di contestazione e hanno fatto un comunicato dicendo qualcosa di falso. Siamo stati quattro ore al telefono io, il direttore, l’allenatore e il giocatore. Il permesso era stato concordato pacificamente”.

“Giulini voleva fingere una lite”

Il passaggio più pesante dell’intervista riguarda il presidente Tommaso Giulini. Giuffredi ha sostenuto che il numero uno rossoblù gli avrebbe chiesto di simulare una rottura durante un incontro: “Posso confermare che il presidente Giulini voleva che il rinnovo del contratto fosse un teatrino. Avevo appuntamento il giovedì a Milano con lui, Catte e Accardi e la sera prima, alle 23.30, mi ha chiamato dicendomi di far finta di litigare con lui, di non dire niente a nessuno, perché voleva vendere il giocatore. Lui sarebbe venuto all’appuntamento, avrebbe creato una situazione di litigio per far saltare il rinnovo e così avrebbe venduto il giocatore. Questo lo posso confermare”.

L’agente ha quindi invitato apertamente il Cagliari e Giulini a smentire la sua ricostruzione: “Io ci metto la faccia e dico le cose che devo dire, ma ci fosse un signore del Cagliari che viene a smentirmi dall’altra parte. Io non ne trovo uno che mi viene a smentire quello che dico, quindi o io sono pazzo o dico la verità. Il presidente Giulini venga, chiamatelo”.

“Esposito voleva restare e avrebbe rinunciato ai premi”

Giuffredi ha inoltre ribadito come, secondo la sua versione, l’intenzione originaria di Esposito fosse quella di continuare la propria esperienza in Sardegna. Per dimostrarlo, il calciatore sarebbe stato disposto anche a rinunciare a somme già maturate: “Un ragazzo che voleva rimanere a tutti i costi al club avrebbe rinunciato a dei premi che già aveva maturato”.

Il procuratore ha poi aggiunto che fino a pochi giorni prima non aveva preso in considerazione una cessione: “Io fino a una settimana fa non avevo mai pensato di spostare Esposito perché la volontà del ragazzo era di rimanere lì”.

L’attacco a Melis

Giuffredi è quindi tornato sulle parole del direttore generale Stefano Melis, che aveva parlato di una situazione “più simile a un tentativo di estorsione": "Il termine estorsione è un termine che si lega al mondo criminale. Nel mondo dello sport è la parola meno appropriata. Si dovrebbe vergognare solo di nominarla questa parola”.

L’agente ha confermato di essere già passato alle vie legali: “L’ho già denunciato per diffamazione aggravata e gli ho fatto una messa in mora per il danno reputazionale”.

Il futuro di Esposito

Sul mercato, Giuffredi ha infine confermato l’esistenza di una proposta dell’Atalanta: “Squadre ce ne possono essere due o tre dove può andare il giocatore. L’Atalanta è una di quelle squadre che lunedì ha fatto un’offerta, ma il Cagliari non ha accettato. Abbiamo 25 giorni per lavorare, vedremo quello che viene fuori”.

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