De Paola: "Cagliari, chiudi il mercato con un bomber. Serve una punta da doppia cifra"

De Paola: "Cagliari, chiudi il mercato con un bomber. Serve una punta da doppia cifra"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 12:00News
di Vittorio Arba

L'ex centrocampista del Cagliari Luciano De Paola, uno dei protagonisti della doppia promozione rossoblù dalla Serie C1 alla Serie A tra la fine degli anni Ottanta e il 1990, ha parlato ai microfoni de L'Unione Sarda del momento della squadra di Fabio Pisacane, del mercato e del caso Sebastiano Esposito. Dopo il successo di Parma, De Paola si è detto fiducioso sulle possibilità di salvezza: "Spero che si confermi per quanto riguarda la salvezza, perché riuscire a raggiungerla è sempre tanta roba. Ci sono molte squadre blasonate e ogni anno è difficile, mi auguro che Pisacane anche quest'anno faccia un 'miracolo calcistico'. Che, per quanto ho visto, è alla portata".

"Il problema è lì davanti"

Secondo l'ex rossoblù, il Cagliari ha già una buona struttura tra difesa e centrocampo, mentre manca ancora qualcosa nel reparto offensivo: "Credo che in mezzo al campo e dietro la squadra sia competitiva, il problema è lì davanti. Con la questione Esposito penso abbia perso qualità e numero di gol, visto che era stato determinante in tante partite". De Paola promuove anche il nuovo assetto scelto da Pisacane: "Lo stimo molto come allenatore, è partito dalla Primavera e in prima squadra ha dato veramente tanto. Gli allenatori di oggi studiano molto e sanno come si possono determinare certe situazioni: questa del doppio mediano è interessante, con Fazzini terzo centrocampista che si alza. Penso che un reparto del genere possa funzionare".

"Esposito? Rottura ormai irrimediabile"

Sul caso Sebastiano Esposito, De Paola ha spiegato di conoscere bene il giocatore e la sua famiglia, ma ritiene ormai difficile ricucire la frattura: "Conosco bene Sebastiano e tutta la sua famiglia, è arrivato a Brescia quando aveva appena 10 anni. Sono persone per bene e hanno fatto tanti sacrifici per far sì che i tre fratelli arrivassero dove sono oggi". Poi il giudizio sulla vicenda: "Non so come sia andata, ma credo che ormai la rottura sia irrimediabile. Queste sono vicende di un calcio che non mi appartiene più: il mio era il calcio della gente, non quello dei procuratori. Oggi, anche qualitativamente, si fa fatica perché c'è troppo business. Secondo me è una situazione che non fa bene a nessuno: al giocatore, al procuratore e anche alla società".

"Fadera è un bel giocatore, ma serve una punta da doppia cifra"

Per De Paola, anche dopo l'arrivo di Alieu Fadera, il Cagliari dovrebbe chiudere il mercato con un centravanti: "Secondo me un attaccante. Già l'anno scorso, con Esposito e Borrelli oltre a Belotti e Pavoletti, il Cagliari è riuscito a salvarsi facendo fare tanti gol ai centrocampisti. Secondo me servirebbe una punta da doppia cifra, anche Fadera è un bel giocatore di corsa ma che non ha un grosso numero di reti in carriera". Un pensiero anche per Yael Trepy: "Una bruttissima notizia, sono contento che sia uscito dalla terapia intensiva. Per fortuna si sta riprendendo, spero che presto possa tornare in campo. È un giocatore che ha fatto bene nella scorsa stagione".

"Cagliari è stato il mio trampolino di lancio"

De Paola ha infine ricordato con grande affetto le due stagioni trascorse in Sardegna: "Cagliari è stato il mio trampolino di lancio, mi ha permesso di arrivare in Serie A dopo tanta C1. Ricordo con affetto il Sant'Elia strapieno e i due campionati vinti, con 5mila tifosi ad aspettarci all'aeroporto di Elmas. Poi la forza di un allenatore come Ranieri, che creò un gruppo granitico". E sui compagni di allora: "Ogni tanto sento Bernardini, che ai tempi era uno dei più forti centrocampisti d'Italia. Poi Pulga, Coppola e Cappioli: siamo rimasti in contatto, dopo aver vissuto dei momenti bellissimi. Quegli anni, con la famiglia Orrù che è stata determinante, avevamo costruito un gruppo di amici più che una squadra di calcio. Tempi che non ritorneranno più".