Gattuso alla Lazio, retroscena Il Messaggero: Fabiani spingeva per Pisacane, ma serviva nome di grido
La Lazio è pronta ad affidare la panchina a Gennaro Gattuso. L’ex tecnico del Napoli dovrebbe arrivare a Roma nei prossimi giorni per definire il proprio staff e programmare il ritiro estivo di Formello, previsto intorno al 10 luglio. Prima dell’annuncio ufficiale resta da sistemare la situazione contrattuale con Maurizio Sarri, destinato all’Atalanta.
Secondo quanto riferito da Il Messaggero, Gattuso firmerà un accordo biennale da circa 1,5 milioni di euro netti a stagione, con opzione per il secondo anno. Per il tecnico calabrese si tratta di un ritorno sfiorato più volte: già nel 2019 e nella scorsa estate il suo nome era stato accostato ai biancocelesti. Claudio Lotito lo considera il profilo ideale per ridare compattezza e carattere alla squadra in un momento delicato dell’ambiente laziale.
Gattuso allenatore
Dietro l’immagine del “Ringhio” combattivo, Gattuso allenatore ha sviluppato nel tempo un’identità diversa: grande attenzione alla gestione del gruppo, calcio basato sul possesso e ricerca del controllo della partita. I sistemi di gioco più utilizzati, dal 4-3-3 al 4-2-3-1, sembrano adattarsi bene all’attuale rosa della Lazio.
Determinante sarebbe stata una telefonata tra il direttore sportivo Fabiani e l’allenatore, che avrebbe sciolto le ultime riserve dopo l’esperienza negativa sulla panchina della Nazionale. Gattuso avrebbe già contattato alcuni giocatori chiave, tra cui Mattia Zaccagni, mentre resta incerto il futuro di Alessio Romagnoli, tentato da offerte estere.
Nella lista dei candidati figuravano anche Thiago Motta, Sergio Conceição, Fabio Pisacane, Raffaele Palladino e Domenico Tedesco, ma alla fine la scelta è ricaduta su Gattuso, considerato il nome giusto per rilanciarsi insieme alla Lazio in Serie A.
