Hernanes e la partitella con Sebastiano Esposito e i fratelli Pio e Salvatore: "Calcio italiano deve ripartire da qui"
Un ex centrocampista come Hernanes non poteva che rimanere colpito dalla passione calcistica che si respira a Napoli. Il brasiliano, che qualche giorno fa ha fatto visita al quartiere Cicerone di Castellammare di Stabia, ne ha approfittato per una partitella improvvisata insieme a Sebastiano Esposito, attaccante del Cagliari, e ai fratelli Francesco Pio e Salvatore. Un'esperienza che ha lasciato il segno, tanto da spingere l'ex giocatore a un vero e proprio elogio della città partenopea. Tramite Instagram, il Profeta ha voluto raccontare la propria esperienza. DI seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
"Il calcio italiano deve ripartire dalla città di Napoli. Sono appena rientrato da due giorni lì e ogni volta sono colpito sempre dalla stessa cosa: dalla passione, dalla passione per il calcio. Sì, a Napoli non si guarda soltanto il calcio, si vive. Ho visto ancora bambini, ragazzi che giocano a pallone ovunque. Ho visto bambini da 8, 9, 10 anni che mi hanno riconosciuto, ma è impossibile, loro non mi hanno visto giocare: vedo passione e pratica. E stavo palleggiando e improvvisamente due ragazzi si fermano. E poi vado a finire nel quartiere dei fratelli Esposito. E qua c'è la partitina. Che meraviglia, che emozione rivivere il gioco del pallone nei quartieri. Meraviglioso. E qua ho visto una delle scene più oneste, coerenti nel calcio. Salvatore Esposito, che giocava con me, a litigare con Seba per un calcio d'angolo. E uno diceva: "No, ma l'hai sfiorata!" "No, non l'ho fatto! Non l'ho toccata!" E contendevano il pallone, il calcio d'angolo. E poi a un certo punto uno dice: "Sì, te lo giuro per la mia madre!" E l'altro: "Ma che fai? Giuri per la mia madre?" Bellissimo! Ho capito anche una cosa: se un giocatore vuole capire, vuole sapere se è stato un bravo giocatore, se è stato forte, deve andare a Napoli. Se i tifosi lo apprezzano, lo riconoscono come tale, è perché lui ha lasciato un segno davvero. Perché lì il calcio è vita, si respira calcio. E approfitto per ringraziare tutti i tifosi napoletani, perché anche se non ho giocato lì, ogni volta che vado sono veramente trattato in maniera splendida. Grazie dell'affetto e viva Napoli, la culla della rinascita del calcio italiano!"
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