Jacopo Cullin: "Su Spalletti stenderei un pietoso velo". E sul Cagliari: "Un passo alla volta, ma senza porsi limiti"
L'attore sardo Jacopo Cullin ha parlato dell'ottimo avvio di stagione del Cagliari, soffermandosi sul pareggio per 1-1 contro la Juventus, sulla crescita dei giovani rossoblù e sul discusso episodio che ha coinvolto Luciano Spalletti e Fabio Pisacane nel finale della sfida dell'Unipol Domus. Nel corso dell'intervista, Cullin ha affrontato anche il tema delle ambizioni del Cagliari e raccontato la propria partecipazione al film dedicato alla vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu.
Le parole di Jacopo Cullin sul Cagliari
Dopo il pareggio contro la Juventus e gli ultimi risultati utili, sembra non mancare nulla a questo Cagliari. È così?
"Sembra tutto perfetto ed è andato contro ogni previsione. Il presidente Giulini ha continuato a dare fiducia a mister Nicola, che sta facendo cose incredibili, in modo simile a quanto fatto da Ranieri l'anno scorso".
Come è stato interpretato in Sardegna il gesto nervoso di Spalletti nell'alterco con Pisacane a fine gara?
"Preferisco stendere un pietoso velo. È stato un episodio imbarazzante. Un uomo con la sua età e la sua carriera dovrebbe evitare certe cose. Un comportamento del genere non è adatto né allo stile né alla squadra che allena".
Ti inorgoglisce il fatto che il Cagliari incuta timore anche ad avversari blasonati come la Juventus?
"È una sensazione bellissima. Tutti sanno che non è facile giocare a Cagliari. La forza di questa squadra non risiede nei singoli, ma nel gruppo. È una squadra che si sacrifica, dove tutti corrono, pressano e si coprono a vicenda quando qualcuno commette un errore".
Quanto ti sta esaltando Daniel Maldini?
"Tantissimo, anche se speravo segnasse qualche gol in più. Però fa un lavoro straordinario per la squadra, protegge la palla, fa salire i compagni e fornisce assist decisivi, come in occasione dell'ultimo gol".
Quanto rivedi Barella nel giovane Alessandro Romano?
"Fisicamente li vedo molto diversi. Barella in quel periodo giocava più come incursore sulla fascia. Romano, però, pur essendo giovanissimo, trasmette una grande sicurezza. Gioca con la tranquillità di un veterano, come se fosse in campo da dieci anni".
A cosa può ambire a questo punto il Cagliari?
"Bisogna fare un passo alla volta. L'obiettivo principale deve rimanere la salvezza, la permanenza nella categoria. Detto questo, non dobbiamo porci limiti, anche perché questa squadra ha tanta energia, voglia e la sfrontatezza dei giovani".
Il film sulla storia di Beniamino Zuncheddu
Ci parli del tuo ruolo nel film in uscita giovedì 15 ottobre sulla storia dell'ex pastore Beniamino Zuncheddu?
"Il film, diretto da Francesco Piras, racconta uno dei più grandi errori giudiziari della storia italiana, che è costato a Beniamino Zuncheddu circa 33 anni di carcere da innocente. Adesso l'obiettivo è dargli tanto affetto. È stato emozionante anche quanto accaduto domenica scorsa, quando il Cagliari Calcio gli ha regalato una maglia personalizzata con il suo nome e il numero 11".
