Rodriguez si racconta dall’Uruguay: "Al Cagliari sono cresciuto, ora sono titolare"
Da un lato un posto ormai conquistato nella difesa del Cagliari, dall'altro la soddisfazione di essere tornato a vestire i colori dell'Uruguay. È un momento particolarmente significativo per Juan Rodriguez, attualmente impegnato nel ritiro della Celeste dopo essersi imposto tra i protagonisti dell'ottimo avvio di stagione della squadra di Fabio Pisacane.
In coppia con Deiola, il centrale ha contribuito a costruire un reparto che nelle prime cinque giornate ha incassato appena due reti. Dal ritiro della Nazionale, Rodriguez ha parlato ai canali ufficiali dell'AUF, la Federcalcio uruguaiana, raccontando le sensazioni del ritorno:
«Sono contento. Felice di poter tornare qui e vivo appieno ogni momento».
«Giocare nella Nazionale maggiore è quello che sogni da bambino»
Per il difensore, la convocazione rappresenta il punto d'arrivo di un percorso cominciato molto prima dell'esperienza italiana. Aver già frequentato le selezioni giovanili dell'Uruguay gli ha permesso di ritrovare un ambiente conosciuto, pur senza cancellare l'emozione legata alla Nazionale maggiore.
«Questo è quello che sogna fin da bambino, di poter giocare nella Selezione e soprattutto nella Nazionale maggiore. Ovviamente è incredibile vivere tutto questo. Arrivare dopo la trafila delle giovanili e essere convocato (in prima squadra) una volta anche ti dà quella fiducia quando arrivi, ti conoscono e molte volte ti integri più facilmente. Ovviamente con il nervosismo della prima volta, perché si prende sempre così. Me la godo».
L'esperienza accumulata in Sardegna ha nel frattempo accompagnato l'evoluzione del giocatore, diventato un riferimento al centro della retroguardia di Pisacane.
Rodriguez, però, considera la crescita maturata negli ultimi mesi come un'evoluzione e non come una trasformazione della propria identità calcistica:
«Credo che si possa vedere sempre lo stesso giocatore, con più esperienza e ulteriore conoscenza. Ma vedranno la stessa voglia in ogni posto in cui sono stato e in cui sono (oggi)».
L'impatto con la Serie A e i primi tre mesi senza giocare
Il percorso che lo ha portato a conquistare stabilmente una maglia nel Cagliari non è stato immediato. Arrivato dal Peñarol, Rodriguez ha dovuto affrontare un calcio profondamente differente rispetto a quello conosciuto in Uruguay.
La prima fase dell'avventura italiana è stata soprattutto di apprendimento. Tre mesi lontano dal campo gli sono serviti per prendere confidenza con una nuova realtà, dentro e fuori dal terreno di gioco.
«Senza dubbio è un campionato molto differente da quello uruguaiano, i giocatori che ci sono, sono di primo livello. Anche i campi. Sono arrivato e sono dovuto rimanere fuori tre mesi, adattandomi ai compagni di squadra, alla città e alla lingua. Allo stile di gioco. Ovviamente un giocatore migliora molto stando lì e il modo per formarsi, di guadagnare minuti. Uno continua e poter sommare varie partite dell'anno mi ha aiutato a guadagnare esperienza e quest'anno posso iniziarlo da titolare».
Rodriguez si è preso il Cagliari
Proprio la continuità conquistata progressivamente ha cambiato la posizione di Rodriguez nelle gerarchie rossoblù. L'adattamento iniziale ha lasciato spazio all'esperienza e quindi alla possibilità di cominciare la nuova stagione da protagonista.
I numeri delle prime cinque giornate raccontano anche il rendimento del reparto: appena due gol subiti dal Cagliari, con Rodriguez e Deiola al centro della difesa.
Ora la parentesi con l'Uruguay, prima del ritorno in Sardegna. Rodriguez si gode la Celeste dopo essersi conquistato sul campo anche la fiducia di Pisacane: due traguardi che raccontano la crescita compiuta dal centrale rispetto al suo arrivo nel calcio italiano.
