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Sala stampa - Pisacane: "Ci ho sempre creduto. Siamo rimasti sempre molto verticali"

Sala stampa - Pisacane: "Ci ho sempre creduto. Siamo rimasti sempre molto verticali"
Oggi alle 00:05News
di Paola Pascalis

Fabio Pisacane è intervenuto in sala stampa al termine della gara vinta dal Cagliari contro il Torino che ha sancito la matematica salvezza dei rossoblù.

Il momento più difficile di quest'annata? Quanto è stata difficile questa salvezza?

Sono sempre stato convinto di salvarmi. Il cervello è capace di fare di un inferno un cielo e di un cielo un inferno. C'era tensione da parte mia per la responsabilità che avevo, ma non ho mai pensato di non farcela. Ci ho sempre creduto. Una squadra come la nostra che porta avanti un progetto tecnico rischioso e questo certifica la difficoltà che abbiamo avuto perdendo pezzi. Siamo rimasti sempre molto verticali e questo ci ha permesso di raggiungere l'obiettivo.

40 punti raggiunti e tanti giovani e italiani mandati in campo.

Ci siamo presi dei rischi e siamo stati premiati. In alcune situazioni abbiamo perso pezzi settimana dopo settimana. Sapevamo quello che stavamo facendo e le difficoltà che abbiamo dovuto superare. Ogni campionato è una storia a sé, non mi piace fare paragoni. Abbiamo raggiunto la salvezza potenzialmente due volte: dopo Verona e dopo l'Atalanta. Oggi ci siamo salvati veramente.

Quando è stata la svolta? Ci sarà il rinnovo o ne dovete parlare?

Pisa è stato un momento difficile. Io ho vestito questa maglia e portavo un carico di responsabilità importante. I passaggi fondamentali sono stati la Roma in casa e la partita con la Cremonese. Se siamo arrivati all'obiettivo è perché c'era coscienza. Futuro? Mi godo questa serata. Ringrazio il presidente Giulini, spero sia contento, ci teneva ad arrivare a 40 punti. Ci sarà tempo per parlare con la società se loro sono contenti del nostro operato.

Oggi valutando questi 10 mesi qual è la sensazione prevalente?

La paura che avevo mi fa pensare che stasera siamo stati all'altezza. E' sempre stata paura costruttiva e quella ti permette di fare una partita come quella di oggi e vincere con squadre più forti.

Cosa vi mancherà di Pavoletti?

L'ho avuto come compagno di squadra e io ero già qui. Ha scalato gerarchie e questo gli ha permesso di guadagnarsi il rispetto dei compagni. Da allenatore l'ho vissuto solo un anno, ma in questo anno ho visto un ragazzo che voleva lasciare il segno, è stato sempre esemplare e ci siamo confrontati parecchio. Ci tenevo che la squadra lo salutasse con una vittoria.

Quanto è importante aver raggiunto l'obiettivo prefissato?

E' importantissimo perché abbiamo raggiunto il nostro obiettivo alla mia prima esperienza. Avete visto allenatori più preparati di me e sapete cosa mi giocavo personalmente. Sono soddisfatto perché ho potuto dimostrare che si può scommettere anche sugli allenatori giovani, indipendentemente dalla categoria. Mi permetto di guardare al futuro con grandissima fiducia.