Trofeo Gigi Riva, Deiola: "Essere capitano del Cagliari è un onore. Da Riva un gesto che porto sempre con me"

Trofeo Gigi Riva, Deiola: "Essere capitano del Cagliari è un onore. Da Riva un gesto che porto sempre con me"
Oggi alle 13:00News
di Giorgia Zuddas
Alessandro Deiola racconta il significato della fascia da capitano del Cagliari, il legame con i tifosi e il gesto che compie davanti all'immagine di Gigi Riva prima di ogni partita.

Nel corso della presentazione del Trofeo Gigi Riva, ospitata nella sede de L'Unione Sarda, il capitano del Cagliari Alessandro Deiola ha raccontato le emozioni legate alla fascia rossoblù, il rapporto con i tifosi e il significato del gesto che compie davanti all'immagine di Gigi Riva prima di ogni partita. Di seguito un estratto rielaborato dalla redazione di TuttoCagliari.net.

Le parole di Capitan Deiola

Riferendosi alla presentazione di ieri a Pula: "È stata una bella emozione, una bella sensazione vedere tutta la nostra gente fare il tifo per noi ed essere sempre così calorosa nei nostri confronti. Il nostro compito è cercare di ripagarli al meglio".

Il ruolo del capitano: "Sicuramente non sono andato a guardare tutte le statistiche. Mi sono soffermato più che altro a pensare, magari quest’estate, a tutti quelli che ho vissuto indossare la fascia da capitano: Daniele Conti, Andrea Cossu, Pisano quando l’ha indossata e tutti i compagni di squadra che ho avuto la fortuna di avere al mio fianco e dai quali ho potuto apprendere qualcosa. Ho cercato di raccogliere tutto ciò che di positivo c’è stato in ognuno di loro, per mettermi nelle condizioni migliori possibili di svolgere questo ruolo nel modo migliore che posso. Quello che posso cercare di fare è continuare a migliorarmi sempre, a prescindere dal mio ruolo, e essere di grande aiuto e impegno per i compagni, per la squadra e per la società".

Da tempo sei sempre il primo a entrare in campo e, prima di ogni partita, compi un gesto davanti all'immagine di Gigi Riva. È una scaramanzia?

"Da quando è stato messo il poster davanti al nostro ingresso, ogni volta che arrivo lo tocco e faccio il segno della croce. Ho anche lo stesso poster attaccato al mio posto. Diciamo che è una scaramanzia arrivare ed entrare prima degli altri, però è anche una scaramanzia entrare per ultimo in campo. Quindi aspetto sempre che escano tutti e poi esco io".