Vittorio Sanna: "I calciatori passano, il Cagliari rimane. Nel professionismo il denaro ripaga, ma non fa la felicità"

Vittorio Sanna: "I calciatori passano, il Cagliari rimane. Nel professionismo il denaro ripaga, ma non fa la felicità"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 11:30News
di Giorgia Zuddas

Il giornalista Vittorio Sanna, attraverso un video pubblicato su YouTube, è intervenuto sul dibattito nato attorno alla cessione di Sebastiano Luperto dal Cagliari alla Cremonese. Di seguito le sue parole:

"Il dibattito nato intorno alla sua cessione ripropone una questione antica, atavica, una di quelle che nel calcio tornano ciclicamente. Da una parte c’è il peso dell’economia, la necessità per una società di vendere anche quando il calciatore vorrebbe restare. Dall’altra c’è il benessere del giocatore e della sua famiglia, la qualità della vita, la serenità quotidiana, il sentirsi davvero a casa. È una dinamica che più volte mi ha coinvolto emotivamente e moralmente, da Roberto Muzzi nel ’99, passando per Barella, fino ad arrivare a Borriello. Perché, romanticamente, sono sempre stato dalla parte dei calciatori fedeli alla maglia, per un motivo semplice: il business del calcio si fonda sulla passione. I tifosi innamorati spendono, soffrono, si espongono e non ne ricavano nulla, se non un legame emotivo, spesso anche con i calciatori. Tutti lo sanno (...) anche oggi non c'è alcun mistero: Angelozzi lo ha detto chiaramente in conferenza stampa, davanti a un affare è nata la necessità della cessione. Capisco l’amarezza di Luperto e della sua famiglia, perché vivere a Cagliari non è come vivere a Cremona. È un valore aggiunto enorme e dovrebbe essere considerato sempre, se si vuole essere coerenti, non solo quando serve come argomento difensivo.

Continuo a credere nell’appartenenza, nelle bandiere, nella fedeltà, nel legame, un po’ come i lupi. Ma le logiche del calcio, governate dal denaro, sono altre. Accettarle, anche a malincuore, è il prezzo da pagare per continuare a stare dentro questo sistema. L’alternativa è una frase dura ma vera: i calciatori passano, il Cagliari rimane. Nel professionismo esiste una cauzione e si chiama denaro. Ripaga, sì, ma non è sinonimo di qualità della vita né, tantomeno, di felicità".