Yerry Mina dal Cagliari al Mondiale 2026: il difensore-faro che la Colombia si ritrova in squadra

Yerry Mina dal Cagliari al Mondiale 2026: il difensore-faro che la Colombia si ritrova in squadraTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:50News
di Redazione TuttoCagliari.

In casa Cagliari c’è un motivo concreto per essere orgogliosi e questo porta il nome di Yerry Mina, difensore centrale arrivato sull’isola nel febbraio 2024 dalla Fiorentina e diventato uno dei punti fermi della squadra rossoblù. Oggi però parliamo di Mina per motivi che esulano dalla nostra squadra del cuore: il colombiano si appresta a vivere uno dei momenti più attesi della sua carriera, il Mondiale 2026 con la nazionale colombiana.

Durante la stagione 2025/26, il difensore colombiano ha collezionato 26 presenze in Serie A, segnando due reti e superando quota duemila minuti complessivi. Numeri che descrivono un centrale che, nonostante i trentuno anni di età, risulta ancora perfettamente integrato nel contesto difensivo rossoblù, forte di una presenza fisica imponente e di una notevole esperienza internazionale.

Con il torneo ormai al via, l’attenzione attorno a giocatori come lui cresce di giorno in giorno, e basta dare un’occhiata alle quote vincitore Mondiali pubblicate dagli analisti sportivi per capire quanto la competizione sia già al centro del dibattito calcistico mondiale.

Dalla Colombia all’Europa: la carriera di Mina

Nato in Colombia nel 1994 e cresciuto tra Deportivo Pasto e Independiente Santa Fe, Yerry Mina ha mosso i primi passi internazionali con il Palmeiras, squadra brasiliana con la quale ha conquistato il titolo nazionale nel 2016.

Il salto in Europa è arrivato nel gennaio 2018, quando il Barcellona lo ha acquistato dal Palmeiras. L’esperienza catalana, però, è durata soltanto pochi mesi: già nell’estate dello stesso anno Mina è approdato all’Everton, in Inghilterra, dove è rimasto fino al 2023 superando le ottanta presenze in Premier League e sfiorando quota cento complessive con il club inglese. Solo dopo una breve parentesi alla Fiorentina, nel febbraio 2024, è arrivato il trasferimento a Cagliari. La scelta dell’Isola gli ha restituito centralità, come confermano minutaggio e continuità nelle ultime stagioni, specie all’interno di una lega, quella italiana, che valorizza i difensori capaci di leggere il gioco e reggere il confronto fisico.

In patria, però, la sua fama risale già al 2018 quando, con la nazionale colombiana, segnò tre reti durante il Mondiale in Russia, una delle quali contro l’Inghilterra. I presupposti per parlare di un giocatore in grado di muovere gli equilibri, in sostanza, ci sono eccome.

Il girone della Colombia e una cornice fuori dal comune
Il percorso della Colombia nel girone non è proibitivo, ma presenta un ostacolo di altissimo livello come il Portogallo. I sorteggi l’hanno collocata nel gruppo K, in compagnia di Portogallo, Repubblica Democratica del Congo e Uzbekistan. La squadra affronterà nell’ordine Uzbekistan, Repubblica Democratica del Congo e Portogallo, con l’ultima sfida in programma il 28 giugno.

La rosa colombiana di cui fa parte Yerry Mina è di livello internazionale ed è costruita intorno ai talenti di giocatori come Luis Díaz e James Rodríguez, con il difensore del Cagliari a rappresentare uno dei profili di maggiore esperienza del reparto arretrato.

Sullo sfondo di questo percorso c’è un Mondiale che si preannuncia come una delle edizioni più interessanti di sempre, anche perché per la prima volta sarà ospitato congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada, con 48 squadre nazionali e una nuova formula a dodici gironi da quattro. Sono manifestazioni di questa portata a generare un’enorme produzione di analisi e proiezioni, dai modelli predittivi delle redazioni sportive ai dati statistici sulle favorite alla vittoria della Coppa del Mondo 2026, ormai consultati con attenzione da un pubblico sempre più ampio.

Da Cagliari, complice anche la pessima prestazione della Nazionale italiana, che non è nemmeno riuscita a qualificarsi, saranno in tantissimi a tifare per Mina settimana dopo settimana, per quello che promette essere un torneo particolarmente intrigante anche soltanto se vissuto da spettatori.