Beppe Tomasini: "Lo possiamo dire ufficialmente: la scommessa-Pisacane è stata vinta alla grande. Ora il Cagliari per migliorare avrebbe bisogno di tre innesti: un difensore, un centrocampista di qualità e un bomber da doppia cifra"
Beppe Tomasini, per tutti semplicemente “Tomas”, lo storico libero dello scudetto rossoblù, ai microfoni di Tuttocagliari.net lo dice forte e chiaro: “Il Cagliari con Pisacane ha vinto la sua scommessa. E chi l’avrebbe detto la scorsa estate, quando la decisione di affidare la panchina di una squadra di serie A a un tecnico proveniente dalla Primavera aveva lasciato tutti perplessi, per non dire peggio?”.
Tomas, qual è il suo bilancio - a bocce ferme - della stagione vissuta dal Cagliari?
“Innanzitutto mi sembra giusto riconoscere che la società e lo stesso Pisacane hanno vinto la loro scommessa: una scommessa che in pochi sponsorizzavano. D’altro canto era comprensibile: un tecnico che passava direttamente dalla Primavera alla serie A non poteva che suscitare enormi dubbi sia nei tifosi che negli addetti ai lavori. Ma io Fabio lo conoscevo già da qualche tempo: stiamo parlando di una persona seria, animata da un grande senso del dovere e del lavoro. Poi nelle vesti di allenatore ci ha sorpreso in positivo.”
Quali sono stati i principali pregi e difetti messi in mostra dall’undici isolano nella stagione appena conclusa?
“Beh, la premessa imprescindibile è che per migliorare ci vogliono i soldi: a mio parere con qualche innesto di qualità in due o tre ruoli si potrebbe puntare a un campionato più tranquillo e più ricco di soddisfazioni. Ora non so cosa vogliano fare questi nuovi soci americani. So solo che a noi servono un difensore, un centrocampista e un attaccante di valore, per rafforzare l’ossatura del collettivo e compiere un vero salto di qualità. In questo modo non dovremmo più preoccuparci per il raggiungimento della salvezza. Già quest’anno ci siamo salvati discretamente bene, perché Pisacane ha gestito egregiamente il gruppo e i vari momenti che la squadra ha attraversato nel corso dell’annata.
Il difetto principale del Cagliari è stato rappresentato dalla sterilità offensiva e dall’insufficiente apporto realizzativo degli attaccanti. Del resto non avevamo in rosa punte in grado di superare la doppia cifra, fatta eccezione per Belotti che però si è infortunato gravemente già a fine settembre. A proposito del Gallo, ho qualche dubbio sul fatto che l’anno venturo possa essere lui l’attaccante titolare. Non so se abbia nelle gambe trentotto partite. Intendiamoci: lui è stato un grande bomber e, ancora oggi, è sempre capace di trovare lo spiraglio giusto nei momenti chiave del match. Io però lo impiegherei part-time e prenderei sicuramente un altro centravanti - prolifico e affidabile - da schierare stabilmente nell’undici titolare.”
