Cagliari-Juve, deroga pronta. Si gioca a Is Arenas?
10.36 - Cagliari-Juve si giocherà a Is Arenas. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, " ci sarebbe stata la fumata grigia dal comune di Quartu. Dopo il no di sabato, il sindaco Mauro Contini fa trapelare spiragli di pace: perCagliari-Juve di venerdì potrebbe firmare la deroga indispensabile per aprire l’Is Arenas Stadium ai tifosi. È questo il riassunto di un’altra giornata di colloqui tra i tecnici del club e i dirigenti dell’amministrazione quartese. Burocrazia Sul tavolo, alcune delle carte chieste dalla Commissione di vigilanza per poter dare l’ok all’apertura globale dell’impianto. In particolare, il comune chiede al club rossoblù il «Piano traffico e viabilità », incluso il trasporto con bus navetta dei tifosi dai parcheggi di interscambio allo stadio di via Beethoven. In serata pare che Massimo Cellino — che ha seguito in prima persona il confronto, con il responsabile della comunicazione rossoblù Ivan Paone, inviato a Milano in Lega Calcio — si sia incontrato col primo cittadino. Il patron ha ribadito le richieste all’amministrazione: torre faro, allaccio della cabina elettrica, impianti fognari. «Da quando si è aperta l’inchiesta (che ha portato all’arresto di due dirigenti e l’amministratore dell’impresa coinvolta nei lavori di restyling, ndr) al comune sono fermi», dice Cellino. Ma la frenata di Contini ha messo tutti in allarme".
«Aspettiamo con fiducia che qualcuno dica se lo stadio Is Arenas è agibile. Vogliamo una risposta chiara entro domani (oggi, ndr.), altrimenti la partita di venerdì tra Cagliari e Juventus si giocherà a Trieste». Marco Brunelli, direttore generale della Lega calcio di serie A, ammette di essere confuso. Venerdì scorso ha ricevuto un fax dal prefetto Alessio Giuffrida, lo informava «che nel corso della riunione di coordinamento delle forze di polizia, estesa alla partecipazione del sindaco Mauro Contini, si è preso atto della volontà dell'amministratore di non concedere l'autorizzazione all'uso dell'impianto». Ed è cascato dalle nuvole. Non lo dice, ovviamente, quello che tutti vedono. C'è l'inchiesta della magistratura e autorità e funzionari non vogliono assumersi responsabilità. Tutto congelato. Contini, lo stesso giorno, fa un comunicato che riprende «le carenze dell'impianto sotto il profilo della sicurezza» certificate dalla Commissione di vigilanza. Quarantotto ore prima aveva scritto alla società rossoblù girandole il verbale della Commissione, quello in cui si dà a Cellino l'ultimatum di trenta giorni per finire le opere, mettersi in regola, e chiedere l'agibilità totale e definitiva.
Siamo di nuovo al caos, tra burocrazia, lettere, riunioni, documenti, centinaia di telefonate, richieste che in alcuni casi rasentano l'assurdo. Il prefetto - contattato ieri - fa sapere tramite un suo collaboratore che non rilascia dichiarazioni. Poi, in tarda serata, anche «l'amministrazione comunale di Quartu Sant'Elena comunica che non rilascerà ulteriori dichiarazioni in merito al rilascio delle autorizzazioni per le prossime gare del campionato di serie A, in assenza di ulteriori atti formali da parte di tutti gli organi competenti» Insomma, tutti zitti, ma qualcuno dovrà pure farlo il primo passo.
«È vero che in tutti questi mesi ci siamo abituati ad avere le comunicazioni all'ultimo minuto, però ci eravamo ormai illusi che la situazione si fosse normalizzata, dato che pian piano si è arrivati ad autorizzare l'ingresso del pubblico in tutti i settori di Is Arenas», sottolinea Brunelli. «Invece siamo ancora di fronte a una matassa ingarbugliatissima e dopo tanti match disputati a Quartu è difficile per la squadra rossoblù dover tornare al Nereo Rocco. Noi siamo semplici esecutori di volontà altrui, attendiamo informazioni ufficiali e le seguiremo scrupolosamente. Le altre volte il nulla osta e l'agibilità sono arrivati, speriamo bene. Dispiacerebbe dover adottare il piano B, dietrofront, la squadra di Cagliari costretta a lasciare la nuova casa e tornare a Trieste».
Ieri in via Eligio Porcu l'avvocato del club rossoblù, Massimo Melis, ha incontrato il segretario generale Filomena Zamboli e la dirigente degli affari generali, Nicoletta Ornano. «Cosa è andato a fare?». Lo spiega il presidente Massimo Cellino, che avrebbe deciso di non parlare neppure lui, «perché poi si dice che sono il solito Cellino che si mette a urlare», ma chiaramente non riesce a tacere. «Come va? Alla grande. L'avvocato Melis non è andato in Municipio a portare altre carte e disegni, abbiamo già consegnato tutto, casomai il problema è nato dal momento che il dirigente e i funzionari sono stati tutti sostituiti e nessuno sa più niente. O fa più niente. L'avvocato Melis è andato a puntualizzare questo aspetto, a spiegare che abbiamo fatto ogni cosa come ci è stata richiesta, mancano piccole questioni, che risolveremo a breve, e non attengono alla sicurezza dell'impianto. Che, se era sicuro e agibile per Cagliari-Napoli, non si capisce perché non lo sia più adesso». Cellino cerca di essere accomodante: «Mi hanno dato trenta giorni per terminare un'opera per cui ce ne vogliono ottanta, pazienza, faremo uno stralcio e non realizzeremo né bar, né ristorante, né sky box, ci siamo impegnati a eseguire quello che ci hanno chiesto il Comune e la Commissione, mi aspetto che ci consentano di allacciarci alla cabina elettrica e siamo pronti a fare ciò che serve per via Olimpia». Oggi comunque non sono annunciati vertici decisivi.