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Daniele Goletti: "Cagliari, la nota lieta della stagione è la salvezza. Alla fine le scelte - rischiose - compiute dalla società in estate hanno pagato. L'aspetto negativo? Il gioco espresso, condizionato da un atteggiamento troppo remissivo"

Daniele Goletti: "Cagliari, la nota lieta della stagione è la salvezza. Alla fine le scelte - rischiose - compiute dalla società in estate hanno pagato. L'aspetto negativo? Il gioco espresso, condizionato da un atteggiamento troppo remissivo"TUTTOmercatoWEB.com
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di Matteo Bordiga

Daniele Goletti, ex portiere del Cagliari, ai microfoni di Tuttocagliari.net azzarda un primo bilancio del campionato disputato da Caprile e compagni, culminato in una salvezza ormai conquistata de facto con tre giornate d’anticipo sulla chiusura dei giochi.

Daniele, l’obiettivo stagionale è stato sostanzialmente raggiunto. A suo giudizio quali sono stati gli aspetti positivi messi in evidenza dal Cagliari di Fabio Pisacane e quali, al contrario, le note negative di un’annata spesso vissuta sull’altalena di risultati e di prestazioni?

“La nota lieta è proprio la salvezza, ossia l’obiettivo minimo stagionale. Le scelte compiute dalla società la scorsa estate, anche se forse un po’ rischiose, alla fine hanno pagato. Il neo principale di questo Cagliari invece è stato rappresentato dal gioco espresso dalla squadra. Anche se chi viene costruito per centrare la salvezza non può permettersi di offrire calcio spettacolo da agosto a maggio. Certo, è vero che i rossoblù hanno ottenuto alcuni risultati di assoluto prestigio contro compagini di altissimo livello come Roma e Juventus, ma per contro in tante altre partite in cui avrebbero potuto osare di più, specie contro le dirette concorrenti, hanno deluso e hanno perso punti importanti. Il motivo? Un atteggiamento tattico poco coraggioso e, anzi, fin troppo remissivo.”

Tra un mese sarà già tempo di mercato. Lei come puntellerebbe questo Cagliari per accrescerne competitività e ambizioni già a partire dalla prossima stagione?

“Bisognerà prima di tutto capire quale sarà il destino di Caprile e di Palestra: il portiere e l’esterno destro hanno rappresentato due pilastri e due pedine fondamentali nello scacchiere tattico di Pisacane, e se andranno via bisognerà per forza rimpiazzarli adeguatamente. Detto questo, io credo che il reparto da ritoccare con maggiore priorità sia l’attacco: serve un bomber da doppia cifra. Dubito che Belotti possa dare chissà quali garanzie, in primis dal punto di vista fisico, per l’immediato futuro. Esposito non è una vera e propria prima punta: in quel ruolo mi sembra un po’ adattato. Ragion per cui urge un investimento importante nel reparto avanzato: parlo proprio di un centravanti classico. Fermo restando che i giovani che quest’anno sono stati chiamati in causa in determinati momenti-chiave, come Mendy e Trepy, hanno fatto perfino di più rispetto a quanto ci si aspettava da loro. Anche se parliamo più che altro di seconde punte.”