Dove è andato a finire il coraggio?
"Il coraggio (dal latino coratĭcum o anche cor habeo, aggettivo derivante dalla parola composta cŏr, cŏrdis ’cuore’ e dal verbo habere ’avere’: avere cuore) è un atteggiamento psicologico, una qualità del carattere e una virtù che permette di affrontare situazioni difficili, pericolose o incerte. È definito come la capacità di resistere alla paura e di correre rischi per raggiungere un obiettivo specifico. Il suo opposto è la codardia". In breve questa è la definizione che il noto portale Wikipedia fornisce sul coraggio, quello stesso atteggiamento di cui Fabio Pisacane ha parlato nella conferenza pre gara, e confermato dallo stesso Luperto pochi minuti prima di scendere in campo. Ma di fatto chi ha visto il coraggio nei giocatori del Cagliari? Già dalla formazione iniziale, com'era facile intuire, il tecnico rossoblù aveva lasciato intendere di volersi dedicare solo ed esclusivamente alla difesa. prima non prenderle, poi chissà.
JUVENTUS ASSOLUTAMENTE BATTIBILE. Fin dalle prime battute l'iniziativa è stata volutamente lasciata ai bianconeri che, di fatto, al netto di intensa pressione sin dall'area di rigore di Caprile, non aveva portato grossi pericoli. Quelli che invece è stato in grado di produrre il Cagliari: Palestra ha dimostrato a Kostic che tra loro due non c'è proprio paragone, prima andando vicino al goal al culmine di un'azione personale, poi propiziando la marcatura di Sebastiano Esposito, con uno spunto irresistibile. Poi ecco la paura, la stessa che consente alla Juventus di pareggiare dopo trenta secondi e di portarsi in vantaggio sul finale dle tempo. Una formazione, quella bianconera, appara tutt'altro che imbattibile. La difesa ballava ad ogni incursione dello stesso Palestra, con Kelly e Kalulu che soffrivano la pressione, mentre Koopmeiners doveva occuparsi solo ed esclusivamente di Borrelli. Le fatiche di Champions League si sono presto fatte sentire, ma il Cagliari non è stato in grado di approfittarne.
DIFFICILE CAMBIARE IN CORSA. Di fatto, se si imbastisce una strategia di gara votata quasi interamente alla difesa, diventa difficile cambiarla in corsa, così come accaduto in altre gare (vedi contro Inter e Lazio, ad esempio). Gli ingressi di Felici, Kilicsoy (che avrà toccato due palloni), Gaetano hanno sortito pochissimi effetti. La difesa bianconera ha dimostrato nelle occasioni di Idrissi e Felici di non essere impeccabile. L'atteggiamento, però, è rimasto il medesimo della prima frazione, e di fatto la Juventus ha potuto controllare il risultato fino alla fine senza grossi patemi. Ma avere coraggio significa anche "avere capcità di resistere alla paura e di correre rischi per raggiungere l'obiettivo". DI fatto il Cagliari questo coraggio non lo ha avuto.