ESCLUSIVA TC - EMILIANO MELIS: "Col Napoli servirà impresa titanica: azzurri i grandi favoriti per lo Scudetto. Ma Pisacane non farà barricate: il Cagliari proverà a giocarsi le sue carte migliori"

L’ex fantasista del Cagliari Emiliano Melis è intervenuto ai microfoni di Tuttocagliari.net per commentare l’avvio di campionato e i prossimi impegni di Luperto e compagni.
Emiliano, con la Fiorentina si è visto un Cagliari molto migliore rispetto a quello sceso in campo in Coppa Italia contro l’Entella. Lei è d’accordo?
“Devo ammettere che ho visto solo la partita con la Fiorentina. Se avessimo perso coi viola sarebbe stato davvero un gran peccato: certo, il pareggio è arrivato solo nei minuti di recupero, ma era ampiamente e pienamente meritato. I toscani hanno combinato poco: onestamente me li ricordavo più intraprendenti e propositivi. Comunque, tutto sommato abbiamo incassato un ottimo punto. La gara di Coppa Italia nemmeno la considero: è di fatto calcio d’agosto e spesso in quelle circostanze vince chi è meno appesantito dai carichi di lavoro della preparazione estiva. Per poter valutare questo nuovo Cagliari con un minimo di obiettività occorrerà aspettare almeno le prime dieci giornate di campionato. Ribadisco però che domenica scorsa la squadra era bella tonica e grintosa, ed è stata spinta da un pubblico che, col passare degli anni, sta diventando sempre di più un fattore.
Oggi col Napoli, che è un’autentica corazzata, sarà durissima: considero i partenopei i grandi favoriti per la conquista dello scudetto. Anche se non sono queste le partite in cui fare punti, se poi alla fine riesci a strappare almeno un pareggio regali una gioia doppia a tutti i tifosi. Gli azzurri, in ogni caso, sono favoritissimi.”
Lei si aspetta un Cagliari simile, nell’atteggiamento, a quello visto all’Unipol Domus contro i gigliati?
“Io penso che Pisacane se la giocherà a viso aperto. Poi spesso è proprio la forza dell’avversario che ti costringe a chiuderti nella tua metà campo: tu magari non vorresti limitarti a difenderti, ma vieni schiacciato all’indietro perché la superiorità tecnica dei tuoi rivali ti sovrasta. Però sono certissimo che il Cagliari non andrà al ‘Maradona’ con l’idea di fare le barricate. Anche perché optare per questa strategia significherebbe aver già perso in partenza. Non potremo giocare totalmente a viso aperto, perché ci esporremmo alle scorribande dei partenopei e verremmo presi facilmente d’infilata. Ma dovremo cercare di ribattere colpo su colpo agli attacchi di De Bruyne e compagni.”
Il mercato è ormai quasi chiuso: al di là degli investimenti ancora da fare su un centrale difensivo e su un terzino, secondo lei è necessario puntellare anche l’attacco con un sostituto di Roberto Piccoli?
“Questa è un’altra valutazione che andrà fatta più avanti nel tempo. Certo, la perdita di Piccoli è particolarmente pesante: lui è un centravanti di categoria ormai affermato e collaudato. Non sarà mai un bomber da 25 gol all’anno, perché non è nel suo DNA, ma restando in rossoblù le sue 10-12 reti stagionali le avrebbe fatte. D’altra parte il Cagliari ha messo a segno una grande plusvalenza. E poi diciamocela tutta: una volta acquistato Sebastiano Esposito era abbastanza chiaro che sarebbe stato ceduto proprio Piccoli. La società aveva riscattato lo stesso centravanti bergamasco assieme a Caprile e ad Adopo: qualcuno doveva giocoforza essere sacrificato.
Detto questo, Gennaro Borrelli con la Fiorentina non mi è dispiaciuto: si è sbattuto molto, ha lottato e si è fatto valere anche dal punto di vista fisico. E speriamo magari in qualche gol in più, rispetto alle precedenti stagioni, da parte di elementi come Luvumbo e Gaetano, che non sono punte di ruolo ma che svariano su tutto il fronte offensivo. Io penso che da qui alla chiusura del mercato non arriveranno calciatori affermati: al massimo la società ingaggerà qualche talento in erba sul quale scommettere in prospettiva futura.”