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ESCLUSIVA TC - FRANCESCO ZANONCELLI: "Il Cagliari ha i mezzi per salvarsi: deve affidarsi a Ranieri. Il gioco antiestetico dei rossoblù? Colpa della classifica precaria. Fossi nel mister, sostituirei l'approccio zonista con la marcatura a uomo"

ESCLUSIVA TC - FRANCESCO ZANONCELLI: "Il Cagliari ha i mezzi per salvarsi: deve affidarsi a Ranieri. Il gioco antiestetico dei rossoblù? Colpa della classifica precaria. Fossi nel mister, sostituirei l'approccio zonista con la marcatura a uomo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Pasquinucci
sabato 24 febbraio 2024, 17:54Esclusive TC
di Matteo Bordiga

Dal 1997 al 1999 in maglia rossoblù col vento in poppa e col piglio del condottiero. Francesco Zanoncelli, l’ultimo “vero” libero della storia cagliaritana, in Sardegna ha guidato la retroguardia in due stagioni memorabili e ancora scolpite nel cuore dei tifosi. Il primo anno ha contribuito all’immediata risalita in serie A dopo lo psicodramma dello spareggio di Napoli perso col Piacenza, mentre il secondo anno ha fatto da chioccia alla banda garibaldina che ha affrontato un campionato stellare - all’epoca ancora il migliore al mondo - con la spensieratezza e l’incoscienza di una scolaresca in libera uscita fuori porta.

Il Cagliari di Gian Piero Ventura - e del suo spettacolare 3-5-2 a trazione anteriore - è ricordato ancora come uno dei più spavaldi e scoppiettanti della storia recente.

Francesco, il Cagliari di Claudio Ranieri viene da quattro sconfitte consecutive e un pareggio. Come inquadra il momento della formazione isolana e che aspettative ripone nella gara di domani contro il convalescente Napoli?

“Innanzitutto dico che Ranieri rappresenta una garanzia assoluta per il Cagliari, che può certamente risollevarsi e riemergere dalle paludi della zona retrocessione. Ha i mezzi per salvarsi. È chiaro che da qui in avanti le partite saranno tutte come finali, a prescindere dall’avversario che si andrà ad affrontare. Il Napoli è un ostacolo duro e difficile da superare, anche se viene da una stagione piuttosto deludente, ma i rossoblù dovranno fare l’impossibile per portare a casa almeno un risultato positivo che possa rappresentare un altro mattoncino verso la salvezza. A questo punto l’obiettivo di inizio campionato, ovvero quello di centrare una salvezza comoda, va completamente accantonato. Ma, ripeto, Ranieri è l’uomo giusto nel posto giusto. I giocatori devono assolutamente compattarsi e restare uniti, consapevoli del fatto che anche una sola vittoria basterebbe, data la classifica attuale, a scalare qualche posizione e a rifiatare.

Ora nella lotta salvezza è invischiato fino al collo anche il Sassuolo, che ha perso in casa contro l’Empoli e che è a forte rischio retrocessione, anche se nessuno avrebbe pronosticato a inizio stagione un cammino così accidentato per gli uomini di Dionisi. Ragion per cui, tutto sommato, non sono così preoccupato per il momento che sta attraversando il Cagliari.”

Quanto a Claudio Ranieri, faccio l’avvocato del Diavolo: è vero che il tecnico romano è un fenomenale motivatore ed è abilissimo nel compattare e nello stimolare tutto l’ambiente. Però sotto il profilo del gioco corale quest’anno il Cagliari ha lasciato molto a desiderare: troppo spesso si sono viste palle lunghe buttate a caso in avanti, unitamente alla mancanza di schemi offensivi e di un calcio collettivo realmente compiuto e organizzato. Colpa dei limiti tecnici dei giocatori che compongono l’organico o l’allenatore, a suo avviso, ha contribuito a questo andazzo con la sua filosofia speculativa e sparagnina?

“Probabilmente la scelta di Ranieri di chiedere alla squadra di interpretare le partite in un certo modo è dettata dalla precaria posizione di classifica in cui si trova il Cagliari. In questo momento l’allenatore preferisce puntare sulla praticità e sul pragmatismo piuttosto che sulla ricerca del bel gioco. Ma, attenzione, basta un niente: una vittoria anche ‘sporca’, o comunque pesante, può contribuire a far riacquistare ai giocatori quella serenità necessaria per esprimere un calcio diverso e, magari, più divertente e spumeggiante. Ora come ora non ci sono le condizioni non tanto fisiche, quanto più che altro psicologiche per ambire a mostrare un calcio esteticamente gradevole. Il mister predilige la semplicità e la concretezza, nella speranza che i suoi ragazzi riescano presto a sbloccarsi anche per poter approcciare le gare in modo un po’ più propositivo.”  

Francesco, lei è stato un difensore importante nella storia recente del Cagliari, perché nella sua posizione di libero e di “regista” del reparto arretrato orchestrava i movimenti e guidava con sicurezza i suoi compagni. Secondo lei, dal momento che oggigiorno gli isolani incassano in media due gol a partita, l’approccio difensivo a zona è davvero la soluzione più auspicabile o al contrario, per dare maggiore sicurezza ai difensori e consentirgli di mantenere un contatto più ravvicinato con le punte avversarie, sarebbe opportuno rispolverare - specie in determinate situazioni tattiche - la “vecchia” filosofia della marcatura a uomo?

“Io trovo che l’approccio zonistico vada un po’ a deresponsabilizzare i giocatori. In questo momento, in cui il mister ricerca innanzitutto la praticità, sarebbe preferibile e più redditizio ripristinare le marcature fisse. ‘Sentire’ il contatto con l’avversario significa applicare marcature molto più strette e serrate. E, magari, non concedere ai rivali quelle situazioni che possono venire a crearsi in un sistema zonistico, in cui ti trovi in difficoltà ad esempio quando un avversario, su un calcio da fermo, viene a saltare entrando nella tua area di rigore con un terzo tempo, privo di controllo e di marcatura diretta.

Adesso non so se Ranieri cambierà l’impostazione della fase difensiva, ma io - anche per non dare nulla per scontato - passerei senz’altro a delle rigide marcature fisse a uomo, soprattutto sui calci piazzati.”