ESCLUSIVA TC - NEDO SONETTI: "Il Cagliari gioca così così? Per fare il bel calcio servono i grandi giocatori: la squadra deve continuare a tenere la barra dritta, guidata dal suo condottiero. Rinforzi dal mercato? Punterei su giovani italiani"

ESCLUSIVA TC - NEDO SONETTI: "Il Cagliari gioca così così? Per fare il bel calcio servono i grandi giocatori: la squadra deve continuare a tenere la barra dritta, guidata dal suo condottiero. Rinforzi dal mercato? Punterei su giovani italiani"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giacomo Morini
mercoledì 17 gennaio 2024, 20:34Primo piano
di Matteo Bordiga

Il solito Capitan Nedo. Ruspante, pragmatico, concreto. E realista: “Il bel calcio lo puoi fare solo se hai i bei giocatori”.

Nedo Sonetti, ex tecnico (tra le tantissime squadre che ha allenato) del Cagliari, si mostra moderatamente ottimista riguardo il cammino – fin qui piuttosto accidentato – dei rossoblù in campionato, individuando in Ranieri il condottiero ideale per traghettare la nave in acque più placide.

Se in riva al Poetto, infatti, non è ancora tempo di bonaccia, di sicuro i tre punti rigeneranti ottenuti contro il Bologna hanno restituito all’ambiente un pizzico di serenità e di fiducia. E hanno rappresentato una salutare boccata d’ossigeno per la classifica, che in caso di mancato successo sui felsinei avrebbe visto i sardi annaspare in piena zona retrocessione. Sonetti, forte della sua proverbiale praticità e semplicità, indica la strada verso l’agognata meta.

Nedo, che impressione le ha fatto il Cagliari nelle ultime partite? Pur non giocando un calcio scintillante, contro Lecce e Bologna ha portato a casa quattro punti.

“Beh, per giocare bene non servono mica magheggi o stregonerie. Servono i giocatori bravi: allora sì che si può giocare bene. La cosa più importante è che la squadra sia guidata da un tecnico come Ranieri, che la sta gestendo in modo magistrale - come del resto lui è abituato a fare - e che dunque, pur dovendo sempre soffrire e tenere le antenne rizzate in ogni singola partita, abbia tutte le carte in regola per centrare la salvezza.”    

I sardi hanno palesato qualche incertezza di troppo in fase difensiva: molto raramente riescono a mantenere la porta inviolata. Secondo lei nel corso del mercato di gennaio sarebbe il caso di ingaggiare un difensore di esperienza, da affiancare ai giovani esordienti lanciati nel girone d’andata, e in quali altri ruoli la squadra avrebbe bisogno di essere rinforzata?

“Per fare dei discorsi sensati bisognerebbe conoscere a fondo le dinamiche della squadra e le caratteristiche di ogni singolo giocatore. Anche perché poi l’eventuale innesto va inserito in un contesto globale: non basta ingaggiare un elemento di qualità che riesca, grazie alle sue doti, ad alzare la temperatura della squadra. Devono sussistere una serie di condizioni e di presupposti affinché ogni calciatore diventi complementare ai propri compagni e, di conseguenza, importantissimo per ciascuno di loro. È un discorso complesso e articolato, difficile da esaurire in tutte le sue sfaccettature. Ma io sono convinto che Ranieri, grazie alla sua esperienza e alle sue conoscenze, saprà rimettere le cose a posto e portare a termine la missione con successo.”

A parere di molti a questo Cagliari manca un costruttore di gioco a centrocampo: un mediano dai piedi buoni in grado di aggiungere fosforo e imprevedibilità alla manovra. Anche per non ricorrere troppo spesso ai lanci lunghi per le punte, soluzione monotematica e di facile lettura per i difensori avversari.

“Sì, può essere. Per individuare un giocatore con queste caratteristiche, e portare in Sardegna un centrocampista estremamente abile sotto il profilo tecnico, bisognerebbe avere una conoscenza approfondita del panorama calcistico soprattutto nostrano. Non è una cosa facile. Ma voglio ribadire ancora una volta che, anziché andare in Africa o in Asia a pescare talenti improbabili e del tutto inconsapevoli delle dinamiche del nostro calcio, sarebbe auspicabile valorizzare giovani italiani promettenti e, soprattutto, in grado di trasmettere una mentalità più appropriata rispetto a quella, fisiologicamente diversa, veicolata da molti stranieri.

Io spesso vado in giro a vedere le partite anche delle serie minori, e mi capita di imbattermi in calciatori sconosciuti, ma estremamente talentuosi, che meriterebbero l’attenzione di qualche dirigente di serie B o A."

Nedo, promettiamoci sulla prossima sfida del Cagliari, in programma domenica a Frosinone. Gli uomini di Di Francesco sembrano in caduta libera, ultimamente non riescono più a fare punti e hanno collezionato diverse sconfitte consecutive, alcune anche eclatanti. Che sia l’occasione buona per mettere in cascina i primi tre punti esterni della stagione?

“È vero che il Frosinone ha perso tante partite recentemente, ma è sempre lì, in linea di galleggiamento, sopra la zona retrocessione. I ciociari non giocano male, tutt’altro: bisognerà quindi fare molta attenzione. Tra l’altro il tecnico è Eusebio Di Francesco, un mio ex giocatore al quale guardo sempre con molta simpatia. Insomma, non sarà una partita facile: il Cagliari dovrà essere pronto alla battaglia.”