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Gianluca Festa: "La stagione del Cagliari e di Pisacane è stata positiva. Unico neo: qualche volta determinate scelte tattiche sono state sbagliate. Ma era inevitabile. I nuovi soci? Spero vogliano allestire una squadra più competitiva"

Gianluca Festa: "La stagione del Cagliari e di Pisacane è stata positiva. Unico neo: qualche volta determinate scelte tattiche sono state sbagliate. Ma era inevitabile. I nuovi soci? Spero vogliano allestire una squadra più competitiva"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 15:22Primo piano
di Matteo Bordiga

L’ex difensore ed ex allenatore del Cagliari Gianluca Festa, intervistato da Tuttocagliari.net, ripercorre la stagione vissuta dall’undici di Fabio Pisacane evidenziandone pregi e difetti, con uno sguardo rivolto a un futuro che, stanti i possibili investimenti dei nuovi soci americani, stimola e intriga il popolo rossoblù.

Gianluca, il Cagliari ha chiuso in crescendo un campionato spesso vissuto sull’ottovolante. I sardi hanno mostrato, soprattutto nel finale di stagione, brillantezza fisica e tecnica. Qual è il suo personale bilancio dell’annata 2025-‘26?

“La stagione nel complesso è stata indubbiamente positiva. L’obiettivo iniziale era raggiungere la salvezza il prima possibile, e il Cagliari ci è riuscito con una giornata d’anticipo sulla chiusura dei giochi. Successivamente ha onorato il gioco del calcio, togliendosi la soddisfazione di battere il Milan a San Siro e dimostrando che quando una squadra è mentalmente libera può scendere in campo con spirito sbarazzino e ottenere risultati anche insperati. In più sono stati sdoganati tanti giovani, che si sono messi in bella mostra nel massimo palcoscenico italiano. Gli aspetti negativi della stagione? Qualche giocatore ha accusato dei sensibili cali di rendimento nell’arco del campionato, e in certe partite - come era anche normale che fosse - determinate scelte tattiche sono state sbagliate.

In quanto a Fabio Pisacane, direi che per essere un esordiente su una panchina di serie A si è ben disimpegnato. Ora mi auguro che venga costruita una squadra in grado di fare qualcosa in più, come meriterebbero i tifosi sardi. Partire tutti gli anni con l’unico obiettivo di salvarsi non è proprio il massimo della vita.”

La sensazione lasciata a tifosi e addetti ai lavori dalle ultime gare di questo campionato è che forse la squadra, se solo in certe circostanze avesse giocato con meno paura e con un atteggiamento meno attendista, per qualità tecniche e tattiche avrebbe potuto racimolare qualche punto in più. Lei è d’accordo?

“Secondo me il Cagliari, alla fine della fiera, ha fatto il massimo che poteva fare con questo organico e con le risorse di cui disponeva. Adesso vedremo come vorranno intervenire i nuovi soci americani, che rinforzeranno economicamente il club isolano. Personalmente mi auguro che siano venuti per fare le cose per bene, ovviamente tutelando e coltivando i loro interessi ma anche tenendo conto del fatto che prendere in mano il Cagliari è una responsabilità enorme, perché tantissimi sardi sognano una squadra più competitiva.”

Proiettiamoci, per l’appunto, nel futuro. Ora bisognerà capire quali e quante saranno le risorse economiche destinate alla prossima campagna acquisti. Lei come immagina il Cagliari che sarà, alla luce dell’ormai imminente acquisizione della quota di maggioranza della società da parte della cordata americana?

“Io per mia forma mentis la fiducia a priori non la accordo mai a nessuno… fino a quando non mi viene concretamente dimostrato quello che si vuole davvero fare. Diamo a questi nuovi soci il benvenuto, e speriamo che i soldi ci siano e che vengano spesi bene. Qualche anno fa il presidente Giulini spese tantissimo, ma poi le cose non andarono come era nei suoi auspici e nei suoi piani. Questo per dire che non conta solo avere a disposizione ingenti risorse economiche: conta soprattutto come queste risorse vengono investite.”

Lei ripartirebbe da Fabio Pisacane o contemplerebbe l’ipotesi di affidarsi a un nuovo allenatore?

“Pisacane tutto sommato ha fatto un buon campionato, quindi perché non ripartire da lui? Poi è vero che potrebbe anche attirare le attenzioni di altri club. Ma nel caso in cui il Cagliari mettesse sul piatto un progetto ambizioso e interessante io, se fossi in lui, rimarrei in Sardegna.”